Curva dei contagi in calo, gli esperti: “Le chiusure stanno funzionando”

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Zona rossa

In Italia, la curva dei contagi è in calo. Piccoli segnali positivi sono stati raccolti nell’ultimo rapporto del Ministero della Salute. L’indice di contagiosità ha toccato il suo picco il 9 novembre ma, in seguito, ha cominciato a rimanere stabile e a scendere leggermente. “È un segnale che mi spinge ad avere un minimo di ottimismo”, ha dichiarato al “Corriere della Sera” Enzo Marinari, professore ordinario di Fisica all’Università “La Sapienza” di Roma. Rimangono, tuttavia, situazioni critiche nella maggior parte delle strutture ospedaliere.

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Nonostante il trend positivo, è ancora presto per l’inversione della curva

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Ph. dalla pagina Facebook ufficiale di Roberto Speranza

Da qualche giorno, la percentuale di positivi sui tamponi effettuati si è stabilizzata intorno al 14,6%. Sebbene questo dato dia segni di speranza, è ancora presto per poter parlare di una inversione di marcia nella curva dei contagi. Fondamentali saranno i dati delle prossime due settimane.

Ad ogni modo, l’indice di contagio rimane molto alto nelle zone rosse (Valle D’Aosta, Piemonte, Trentino, Lombardia, Toscana, Campania e Calabria). In queste regioni, in cui la situazione rimane critica, sono in atto misure di contenimento molto più ferree e rigorose che nel resto d’Italia.

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Curva dei contagi in calo: il Natale è in salvo?

CurvaNonostante il trend positivo nella curva dei contagi, il prossimo passo per poter discutere della questione “Natale” è ancora lontano. Bisognerà attendere il 3 dicembre, giorno in cui è stata fissata la scadenza dell’ultimo Dpcm. Solo allora, infatti, si potrà pensare di programmare le festività natalizie. Inoltre, sarà necessario prendere in considerazione i dati dell’epidemia, di regione in regione.

Anche in caso di “allentamento” delle misure, il Natale dovrà comunque essere “prudente e coscienzioso”. Così ha dichiarato dal Ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.

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I primi vaccini verso la fine di gennaio 2021

CurvaSe da una parte Governo e Comitato Tecnico Scientifico sono a lavoro per raffreddare la curva dei contagi, di pari passo cercano di trovare una soluzione per l’erogazione del vaccino. Il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha dichiarato che le prime vaccinazioni in Italia potrebbero arrivare alla fine di gennaio 2021. “Partiremo con la prima fase, vaccinando 1,7 milioni di cittadini. Poi passeremo a una platea più ampia”, ha affermato il commissario a “Rai News”. A ricevere le prime dosi saranno il personale sanitario, gli anziani e i pazienti con patologie pregresse. Seguiranno, poi, le fasce più giovani.

Per quanto riguarda la distribuzione del vaccino, non avverrà su base regionale. Secondo una dichiarazione di Arcuri, “il governo ha deciso che ci sia una centralizzazione del meccanismo”.

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