DaD, didattica a distanza: la scuola senza scuola in tutta Italia

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Le misure restrittive per contenere il contagio Covid-19 hanno imposto la chiusura delle scuole in tutta Italia. La didattica non si è fermata e lo scorso anno scolastico si è concluso in modalità DaD. A settembre si è ricominciato con doppi turni, entrate a scaglioni, orari riadattati e tutto è servito a ben poco. Dopo circa un mese è, infatti, tornata la DaD.

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Cos’è e come funziona la DaD?

DaDLa DaD è “l’insieme delle attività formative svolte senza la presenza fisica di docenti e alunni nello stesso luogo”. Gli strumenti di collegamento più utilizzati sono videoconferenze, chat di gruppo, piattaforme digitali. Base solidale della DaD è il supporto del docente. Sono previste attività creative da svolgere in modo sincrono o asincrono. Come a scuola, non è possibile superare il 25% di ore d’assenza, perché si rischia la bocciatura. La telecamera deve essere sempre accesa. Gli alunni non possono farsi vedere in pigiama e impegnati in altre attività. Sono vietate video della lezione senza autorizzazione del docente e condivisioni dell’indirizzo link del canale, per evitare l’ingresso di estranei. Il regolamento degli istituti prevede sanzioni per studenti che violino privacy, per contrastare il fenomeno del cyberbullismo. Le ore scolastiche sono ridotte a 40/45 minuti con pause di 5/10 minuti tra le lezioni, per alleggerire la giornata.

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Punti di luce della DaD

DaDDocenti e alunni stanno dimostrando grande volontà e dedizione. Ciò rendere possibile lo  svolgimento delle lezioni in circostanze disastrose, come quelle che si stanno presentando negli ultimi mesi. L’attività didattica risulta ben organizzata. I criteri di valutazione, si basano non più solo sulle conoscenze ma, soprattutto, sulle competenze; il sistema scolastico è modernizzato. La DaD è d’aiuto agli studenti: permette di riguardare le lezioni registrate e chiarire, anche in seguito, i concetti. Inoltre, è garante di sicurezza; è la scuola ad andare dagli studenti che restano a casa, riducendo le uscite, i contatti e l’utilizzo dei mezzi pubblici. È proprio questo il concetto messo in luce da Graziana Lucarelli, studentessa dell’Istituto linguistico e tecnico economico- statale Marco Polo di Bari, la quale afferma: “I pro sono soprattutto per i ragazzi lontani dalla scuola perché non sono messi a rischio nei mezzi pubblici”.

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DaD e le sue ombre

Sulla base di diverse interviste, attorno alla DaD, permangono diverse “ombre”. È difficile socializzare, dialogare e svolgere materie da laboratorio, come riporta Rosario Criscuolo, dell’ITI Marconi (Nocera Inferiore). In Lombardia, la percezione è generalmente positiva tranne per l’aumento di compiti a casa e test.

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Emanuela Petrillo. Marche, Liceo Terenzio Mamiani, Pesaro

Nelle Marche, per Emanuela Petrillo, studentessa del Liceo Terenzio Mamiani, la DaD è “complessa anche se sembra possa solo agevolarci. La mole di lavoro aumenta, accrescono le pretese da parte dei professori e le ore davanti al computer sono fuori dalla norma. È possibile, se necessario, seguire le lezioni da scuola”.

Studentesse del Liceo Matilde Serao (Pomigliano d’Arco), denunciano la facilità nel perdere la concentrazione durante le lezioni online.

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Antonio Splenito.
Campania, Università degli studi di Napoli Partenope, ingegneria gestionale

Secondo Antonio Splendito, laureando Campano, la situazione di un “contatto” per niente interattivo, è destabilizzante.

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DaD: il tampone o la cura?

DaDLa DaD ha rivoluzionato il sistema scolastico. I ragazzi sviluppano competenze restando al sicuro e con le lezioni registrate è più semplice recuperare e comprendere i concetti. Tuttavia, la socializzazione è quasi nulla, si perde facilmente la concentrazione e le troppe ore davanti al computer creano danni fisici, anche gravi. La DaD ha contribuito a contenere il contagio risultando l’alternativa più valida ma gli studenti italiani sono unanimi nell’affermare che essa sia il tampone e non la cura, e che di fatto siamo senza scuola.

È davvero così o la DaD sarà la modalità d’insegnamento del futuro?

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