Il fumetto in quarantena: Deninotti racconta la scrittura ai tempi del virus

L’intervista a Danilo Denidotti,sceneggiatore di numerosi fumetti, da Topolino alle graphic novel, sul rapporto tra scrittura e coronavirus

0
628
danilo deninotti
Foto da "www.unionemonregalese.it"

Danilo Deninotti è uno dei più apprezzati sceneggiatori di fumetti in Italia, dalla Panini-Walt Disney a “Kurt Cobain – quando ero un alieno” o “Wish you were here, Syd Barrett e i Pink Floyd”. Il rapporto tra scrittura e coronavirus, oggi, appare ancora più stretto. Vediamo insieme a lui perché.

Ti consigliamo come approfondimento – A Napoli apre The Spark, la libreria polifunzionale

Danilo Deninotti: “Scrivere è immaginare l’alba anche in tempi bui”

denidotti“Il coronavirus ci ha colti di sorpresa. È una situazione a cui non siamo abituati. Nel mio lavoro, in situazioni del genere, cerchi una letteratura sull’argomento, dalla quale partire per poterlo sviscerare, anche se poi capita di non riuscirci.  Adesso anche questo risulta impossibile, perché non abbiamo nessuno strumento o trattati da leggere”.

Sullo scrivere, invece, la situazione è diversa…

Scrivere in questa fase è importantissimo, e chi come me lo fa per lavoro è un privilegiato. Innanzitutto continuiamo a lavorare da casa, quindi senza avere particolari restrizioni, e soprattutto possiamo continuare a raccontare cose belle, attraverso ad esempio i fumetti, anche in un periodo così brutto. È un onore e un onere contemporaneamente. In questo senso la fantasia, che come tutti i muscoli va allenata quotidianamente, è fondamentale. La si stimola vedendo, osservando, soprattutto per i bambini, non chiudendosi in casa quando si potrebbe uscire. È utile come nella scrittura così anche nel disegno dei fumetti. Tutti i bambini disegnano, poi da grandi smettono: per questo mi dico che chi fa il mio lavoro ha il privilegio di divertirsi lavorando. Perché non la perde mai”.

Il rapporto tra la scrittura e il disegno non verrà intaccato dalla quarantena

denidottiIl mercato del fumetto è diviso in due aree: quella industriale, in cui ognuno ha ruoli precisi dalla sceneggiatura al disegno, alla supervisione di un editore, e quella autoriale, completamente diversa e più libera. Io, avendo provato entrambe, credo non cambierà molto a livello tecnico. Potrebbero esserci modifiche a livello organizzativo, dalle esposizioni agli eventi. Per adesso ho tanti progetti che sto portando avanti senza fermarmi, come una storia estiva di Topolino e un reportage a fumetti, come già capitato in passato. L’anno scorso ne abbiamo fatto uno bellissimo su Nairobi. Vado avanti dando ai miei personaggi sfumature sempre diverse della loro personalità”.

Ti consigliamo come approfondimento – Batman Day, la data ufficiale

Danilo Deninotti: “Il consiglio per i giovani? Approfittarne!”

deninottiQuale consiglio daresti alla futura generazione di sceneggiatori?

 “I giovani devono approfittare di questa situazione, perché è adesso che il cervello apprende di più, in una fase di stasi. Allenatevi e tentate di superare i vostri limiti di scrittura. Inoltre chi scrive è solitario per antonomasia, e adesso è il momento perfetto per esserlo. La fantasia non va imbrigliata, la sete di conoscenza va soddisfatta. Approfondire è un dovere al quale proprio adesso non possiamo rinunciare”. E sul futuro dei giovani sceneggiatori: “Tutto ciò che è legato al gusto di un cliente si muove in un mercato difficile. Può succedere di demoralizzarsi durante la gavetta, quando si ricevono molti no. Ma non bisogna mollare, bisogna avere tenacia perché qualcuno ce la fa e può avere la fortuna di vivere un lavoro veramente unico al mondo”.

Può succedere di demoralizzarsi durante la gavetta, quando si ricevono molti no. Ma non bisogna mollare, bisogna avere tenacia!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

16 − sedici =