DDL Ferragni. L’influencer indagata anche per la bambola, l’azienda Trudi si dice estranea ad ogni attività di beneficenza. Oggi si riunirà il CDM, all’ordine del giorno un DDL ad hoc che tratterà disposizioni in materia di destinazione di proventi derivanti dalla vendita di prodotti. I guai per la nota influencer sembrano non finire mai.
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DDL Ferragni. l’Influencer indagata anche per la bambola: l’azienda Trudi si dichiara estranea ad ogni attività di beneficenza

DDL Ferragni. Ferragni indagata anche per la bambola. Trudi, l’azienda produttrice della bambola sottolinea come il packaging e il prodotto stesso non hanno riportato alcuna comunicazione in riferimento ad azioni di beneficenza. Trudi sottolinea come gli accordi siano stati presi dalla precedente gestione nel 2018 con Tbs Crew. Questi accordi riguarderebbero solo lo sviluppo e la produzione della bambola. Tramite una nota Trudi fa sapere che l’azienda: “si riserva di intraprendere eventuali azioni legali qualora si riscontrasse un proseguo di notizie errate e fuorvianti a danno del marchio”.
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Cos’ha messo sotto la lente di ingrandimento la bambola dell’imprenditrice milanese?

I proventi della bambola sarebbero dovuti andare a “Stomp Out Bullyng”. SOB è un’organizzazione no profit che combatte il cyberbullismo. Ross Ellis, presidente dell’organizzazione, però ha dichiarato di non conoscere Chiara Ferragni. SOB non avrebbe mai ricevuto alcuna donazione da lei o da una delle sue aziende. I guai per l’influencer sembrano non dover mai finire. Intanto quest’oggi il Consiglio dei Ministri si riunirà e tra gli ordini del giorno figura il DDL Beneficenza chiamato anche DDL Ferragni.
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DDL Ferragni: Il caso Ferragni al centro del Consiglio dei Ministri

Nelle prossime ore si riunirà il Consiglio dei Ministri. All’ordine del giorno si discuteranno le prossime elezioni 2024, la missione navale nel mar Rosso e il DDL “Ferragni”. Il DDL Ferragni tratterà disposizioni in materia di destinazione di proventi derivanti dalla vendita di prodotti. Giorgia Meloni ha lanciato questo provvedimento in seguito al clamore mediatico sul caso dell’imprenditrice milanese. Il DDL obbligherà le aziende che svolgono iniziative di vendita per beneficenza a indicare lo scopo e la quantità di soldi che saranno devoluti. Tale precisazione dovrà apparire già sull’eticheta dei prodotti. Le multe previste in caso di violazione di questa nuova norma partirebbero da 50mila euro.






























