Ddl Zan a rischio: è bufera politica e l’Italia urla il bisogno di questa legge

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Ddl zan polemiche

Ddl Zan polemiche a oltranza, divisione e riformulazioni. La legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo divide la politica, ma unisce il Paese. La Lega e il centro destra etichettano la questione come non prioritaria. Pd e M5S pretendono l’approvazione del testo nella sua interezza, mentre Italia Viva appoggia le modifiche proposte da Paola Concia. In un clima di bufera, il Paese ha una solida opinione: abbiamo bisogno di combattere l’odio.

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Ddl Zan, la Lega si oppone: polemiche a Palazzo Madama

ddl zan polemicheIn un paese in lotta con la pandemia, un altro pilastro viene messo a dura prova: la democrazia. L’Italia politica non ascolta l’Italia nazione, i suoi cittadini riguardo il ddl Zan, la legge che si prefigura come un’estensione della legge Mancino. Il disegno di legge, approvato alla camera, vaglia “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità“. Un progresso per tutelare ogni cittadino e combattere omotransfobia, misoginia e abilismo. Un progresso che la Lega e la destra reputano non prioritario rispetto ad altre esigenze.

Così, l’approdo al Senato è stato bloccato dal presidente leghista della commissione Giustizia di Palazzo Madama, Andrea Ostellari. Insomma, un nuovo rinvio. In mancanza di unanimità sull’approvazione della legge, la commissione dei capigruppo dovrà scegliere una data in calendario. La decisione è appoggiata dalla destra tutta, mentre si infiammano Pd e M5S. Italia Viva media in una modifica del testo. Una modifica che arriverebbe nel momento in cui si palesasse una possibilità di discussione che viene abbattuta costantemente. Il Paese intero urla a gran voce il bisogno di una legge che abbatta la discriminazione e l’odio, ma i politici continuano a tapparsi le orecchie.

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Ddl Zan polemiche sul testo, la voce di chi chiede delle modifiche

ddl zan polemicheDall’articolo 1 del testo si legge: “per sesso si intende il sesso biolo­gico o anagrafico; per genere si intende qualunque ma­nifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione.” Da qui parte la grande polemica che divide il mondo politico e il mondo civile. In particolare, l’identità di genere, la specifica del genere e l’inclusione delle donne aumentano il polverone alimentato dalla Lega.

Il leghista Simone Pillon ha abbracciato l’accusa al ddl Zan. Contesta l’utilità di una legge che reputa irrisoria. Per il senatore esisterebbero già delle aggravanti di reato, eppure ciò non risulta alla luce delle continue violenze e aggressioni perpetuate a danno delle minoranze Lgbtqi+ del Paese. Non solo, per Pillon questa legge aprirebbe la strada all’utero in affitto e ai matrimoni gay. Femministe, Arcilesbica e molti altri contestano l’inserimento delle donne tra le minoranze. Le donne rappresentano più della metà del Paese e una legge contro la misoginia non può essere accorpata alle altre.

Questa è anche l’idea di Paola Concia e Valeria Valente, che guardano l’apertura al dibattito sull’identità di genere come confusionaria. Potrebbe minare la conquista di diritti per le donne duramente ottenuti durante questi anni. Un uomo potrebbe dirsi donna e arroccarsi quei diritti che non gli attestano. L’unica soluzione è la modifica del testo.

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Ddl Zan polemiche e bufera, ma l’Italia pretende una legge contro l’odio

ddl zan polemiche
#diamociunamano
Campagna social promossa da artisti e personaggi della cultura italiana a sostegno del Ddl Zan
Ph: Roberto Improta

Ddl Zan polemiche – Tra le contestazioni dei detrattori del ddl Zan vi è la sempre citata libertà di parola. La legge omotransfobica risulterebbe liberticida. Tuttavia, il testo del ddl non condanna la libertà di espressione del pensiero e di parola. Questa è tutelata dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Di certo non si sta promuovendo una lotta alle libertà del cittadino. Quello che l’Italia nazione pretende è l’abolizione delle discriminazioni, una tutela verso i reati di istigazione all’odio e di propaganda. La libertà di parola di un omofobo resterà ancora tale, quello che si chiede è di smetterla con la violenza. Di punire atti disumani contro persone che non hanno scelto di essere diverse da quelle reputate normali.

La cultura, la civiltà, l’umanità dell’Italia si appellano alla democrazia. Un Paese può dirsi civile, sicuro, democratico, se un suo appartenente non è tutelato dalla legge? Può sentirsi protetto se la giustizia non prevede una pena adeguata per un crimine nato per l’odio verso l’amore?

Come può amare un Paese che odia l’amore, nelle sue manifestazioni tutte, nelle sue forme diverse. Come può un Paese non proteggere le diversità, le disabilità, le diverse nature di cui è composto il suo spettro? Come può la Politica non ascoltare le esigenze di un Paese che dovrebbe governare?

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