De Luca imbavaglia la stampa? Divieto di “parlare” a medici e dirigenti

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Dal profilo ufficiale Facebook del Presidente Vincenzo De Luca

De Luca limiterebbe la libera e diretta informazione sul Covid-19? Questa la domanda che nelle ultime ore preoccupa la stampa e – più di tutti – il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. Il motivo di tanto sgomento è un comunicato stampa divulgato dalla Regione Campania circa la “Gestione delle informazioni e rapporti coi media”. Il comunicato sembra infatti più simile a un bavaglio mediatico che a una giusta tutela dell’informazione.

Se difatti durante la prima ondata il presidente De Luca sembrava propenso al supporto dei media – che giustamente elogiavano l’ottimo andamento dell’emergenza in Campania – oggi, che la situazione è nettamente peggiorata, impone forti limitazioni ai giornalisti. Ecco cos’è successo.

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De Luca contro i media? Il comunicato stampa originale

de lucaCosì si legge nel comunicato stampa dell’Unità di Crisi della Regione Campania datato 5 ottobre 2020: “Si segnala che la scrivente Unità di Crisi, in raccordo con la Presidenza della Regione, è l’unico Organismo abilitato a fornire indicazioni e riscontri agli organi di stampa e a quelli radiotelevisivi e ai social media. È pertanto inibito a tutti gli Organi aziendali rilasciare informazioni e interviste o intrattenere collaborazioni con i predetti organi senza espressa autorizzazione di questa Unità di Crisi”. A firmare il comunicato:

  • Il dirigente Ugo Trama;
  • Il direttore generale Tutela Salute Antonio Postiglione;
  • Il coordinatore Italo Giulivo.

In pratica, i medici e i dirigenti impiegati nella sanità pubblica dovrebbero letteralmente “imbavagliarsi“, evitando dichiarazioni e interviste alla stampa. I numeri, i riscontri, le informazioni e tutto ciò che concerne l’andamento dell’epidemia risulterebbero in questo modo del tutto centralizzati (o meglio, monopolizzati) e in mano solo alla suddetta Unità di Crisi.

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La risposta dei giornalisti al comunicato di De Luca

 

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Ottavio Lucarelli – Dal suo profilo Facebook

Arriva poi successivamente una rettifica del comunicato stampa. Viene difatti precisato in una nota: “Per evitare la diffusione di notizie distorte e spesso non rispondenti alla realtà, l’Unità di Crisi, a partire da domani, è a disposizione con un proprio referente per fornire tutte le informazioni richieste“. Insomma, un vero e proprio filtro tra ciò che accade realmente… E ciò che poi arriva ai media.

Non tarda però la risposta dei giornalisti della Campania. Ecco le parole di Ottavio Lucarelli: “Il provvedimento della Regione che impedisce a medici e dirigenti della sanità pubblica di parlare con la stampa è inaccettabile. Altrettanto è la decisione di allontanare il Tgr Campania e altre testate dall’area da mesi riservata presso l’ospedale Cotugno”. Lucarelli pertanto invita De Luca a ritirare l’atto, a sua detta “Ingiustificato e ingiustificabile“.

In questi duri mesi è stato infatti fondamentale il contributo di medici, infermieri e i sanitari tutti con i giornalisti. Nei periodi più critici, la stampa svolgeva il compito fondamentale di informare i cittadini.

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L’Unità di Crisi ribatte

de lucaArriva poi la contro-risposta dell’Unità di Crisi: “Non vi è alcun bavaglio e nessuna limitazione del diritto di cronaca. In questa fase delicata, vi è solo la necessità di garantire, nella massima trasparenza, notizie oggettive, non distorte e tali da produrre ingiustificati allarmismi, e non sempre rispondenti alla realtà. Per questo motivo, avendo lo scenario regionale sempre aggiornato, è l’Unità di Crisi a poter offrire questa garanzia. A vantaggio della verità e di tutti gli operatori dell’informazione”.

Senza dubbio resta aperta la disputa tra stampa e Regione. Sono tante però le domande che sorgono alla lettura di simili divieti: perché filtrare l’informazione? È una vera e propria informazione quella “moderata” dagli Organi preposti al governo? Qual è la differenza tra informazione e propaganda? Invitiamo i nostri lettori a riflettere su questo punto, approfittando di una famosa citazione del Presidente Mattarella: “La comunicazione istituzionale non va in alcun modo confusa con la propaganda politica. Non può ridursi all’esaltazione acritica dell’attività delle singole amministrazioni. Si tratta di rendere un servizio ai cittadini e non di farsi pubblicità.

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