Inizia la decrescita demografica: nel 2064 ci sarà una riduzione del 50%

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Decrescita demografica: dopo il 2064 la popolazione mondiale inizierà a diminuire e in alcune aree del globo si ridurrà del 50%. Il tasso di fecondità basso nei Paesi ricchi non garantisce il ricambio generazionale. La decrescita demografica causerà una crisi economica notevole.

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Decrescita demografica: i dati preoccupanti

Covid-19 vaccino covid napoli vaccino covid campania draghi conferenza stampaGli ultimi dati riguardanti la crescita demografica riportano un rallentamento causato sicuramente dal Covid-19. Infatti, nel 2020 c’è stato un calo delle nascite e un aumento dei decessi che ha invertito il trend di crescita precedente. 

In Italia, ad esempio, è stato rilevato un -3,8% delle nascite e un aumento dei decessi del 17,6% rispetto al 2019. La Cina, invece, ha registrato un calo delle nascite del 18%. Il Covid ha rallentato la crescita demografica del pianeta ma, nonostante ciò, si pensa che nel 2064 si raggiungerà quota 9.7 miliardi di persone. Dopo tale picco, poi, si verificherà una riduzione che dovrebbe portare a circa 8,8 miliardi di persone la popolazione mondiale a fine secolo. Inoltre, negli ultimi anni nei Paesi ricchi si è anche ridotto il tasso di fecondità. Tale riduzione non garantirà il ricambio generazionale della popolazione. Il tasso è maggiore solo nei Paesi meno sviluppati, ma anche la mortalità è maggiore.

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Decrescita demografica: gli svantaggi

concorsi comunali amazon lavori estivi istituti tecnici superiori bonus assunzioniLa decrescita demografica porterà svantaggi anche sull’economia. Infatti, alcuni studiosi delle popolazioni hanno evidenziato moltissimi effetti negativi. Tra questi c’è Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale presso la facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. Rosina afferma che il calo della popolazione è una questione di squilibri tra le generazioni con implicazioni sociali ed economiche

La decrescita demografica potrebbe causare una crisi economica. Nelle società con meno figli si verificherà un maggiore invecchiamento e pertanto assenza di ricambio generazionale. Tutto ciò determinerà un aumento delle spese per sanità, assistenza e pensioni. Secondo gli studiosi è necessario fermare la decrescita demografica incentivando le nascite. Molti Paesi attueranno misure in merito. In Italia, ad esempio, Family Act e del Recovery Fund vanno in tale direzione.

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Decrescita demografica: i vantaggi

InquinamentoAdair Turner – presidente della Energy Transitions Commission – in un’intervista ha spiegato che possono esserci anche vantaggi nella decrescita demografica. Secondo il suo parere, si potranno ridurre gli sprechi e spendere di più per assistenza sanitaria e alta tecnologia.

Inoltre, potrebbe verificarsi un’automatizzazione del lavoro maggiore che aumenterà i salari reali dei lavoratori. Una popolazione stabile o in decrescita permetterebbe la riduzione di emissioni di gas serra arginando i cambiamenti climatici. Popolazioni in crescita, invece, tendono a modificare la biodiversità e l’ecosistema del nostro pianeta. Tale tesi era sostenuta anche dallo studioso Paul Ehrlich nel libro “La bomba demografica” del 1964. Egli riteneva che dagli anni ’70 si sarebbe aperta una crisi che avrebbe causato una mancanza di cibo nel secolo successivo.

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