Decreto “Cura Italia”, arriva la firma per salvare le famiglie dal Coronavirus

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Il Consiglio dei Ministri ha appena varato il Decreto “Cura Italia”, nato per contrastare l’emergenza Coronavirus che ha sicuramente destabilizzato le certezze degli italiani. Estesa la zona rossa a tutta l’Italia, si fanno i conti con i tanti imprevisti che devono essere fronteggiati. È chiaro a tutti che l’economia non si può fermare. Quindi i figli restano a casa fino al 3 aprile, ma purtroppo i genitori continuano ad andare a lavorare. Qui il diverbio più acceso: come si può sopperire a tale situazione? Il governo doveva trovare una soluzione per permettere alle famiglie di affrontare una quarantena senza creare un boomerang economico con conseguenze negative nei prossimi mesi.

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Decreto “Cura Italia”: aiuti alle famiglie

dereto insieme mani unite collaborazione Il maxi decreto consta di 120 articoli e prevede finanziamenti per 25 miliardi di euro (con conseguente attivazione di flussi per 350 miliardi) di cui 10 miliardi destinati alla tutela del lavoro e 3,5 miliardi per la sanità. Vediamo nel dettaglio gli aiuti che saranno destinati alle famiglie:

  • Voucher o bonus per le spese per il baby sitting fino a 600 euro mensili, destinato alle famiglie con redditi medio-bassi. Inoltre è prevista una maggiorazione fino a 1000 euro per le famiglie dove è presente un operatore sanitario;
  • In alternativa al voucher potrebbe essere previsto il congedo parentale aggiuntivo fino a 15 giorni da utilizzare tra mamma e papà non contemporaneamente, e sarà pari al 50% della retribuzione. Il congedo è rivolto a genitori con i figli minori fino a 12 anni. Diventa senza limite di età per chi ha invece figli disabili. Disponibile anche un congedo speciale per chi ha figli dai 12 ai 16 anni;
  • Cassa integrazione in deroga per tutta Italia e per qualsiasi settore produttivo, anche agricoltura e pesca. Il provvedimento può essere esteso fino a 9 settimane. Per finanziarlo sono stati spesi 5 miliardi di euro;
  • Sospensione per 9 mesi della rata del mutuo sulla prima casa per chi ha particolari difficoltà economiche, senza presentare alcuna documentazione reddituale. Potranno usufruire di tale agevolazione anche i lavoratori autonomi che come conseguenza della crisi autocertifichino di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019;
  • Premio di € 100,00 ai dipendenti, sia nel settore pubblico che privato, che hanno continuato a lavorare durante quest’ultimo mese. Tale compenso sarà corrisposto già dal mese di aprile;
  • Stop di due mesi ai licenziamenti per “giustificato motivo oggettivo”;
  • Per i lavoratori in quarantena, il periodo di astensione dal lavoro varrà come malattia;
  • Al momento non sono previsti tagli alle bollette.
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Decreto “Cura Italia”: gli aiuti alle imprese

impresa

Buona parte del decreto “Cura Italia” è dedicata agli aiuti alle imprese. Vediamoli nel dettaglio quali :

  • Slittamento delle scadenze fiscali del 16 marzo e sospensione fino al 31 maggio di versamenti, ritenute, contributi e Iva per le società più colpite in questo frangente (palestre, cinema, teatri, ristorazione);
  • Per i lavoratori autonomi, prevista un’indennità una tantum di € 600. Un ulteriore sostegno per chi in questo momento di crisi ha cessato o sospeso temporaneamente la sua attività;
  • Estesi ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori dipendenti;
  • Sospensione delle rate di prestiti e mutui col potenziamento del fondo di garanzia;
  • Sostegno agli investimenti e ai termini tributari, oltre a nuovi interventi previsti nel decreto di aprile.
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Decreto: Misure per la sanità

Solidarietà coronavirusOcchio di riguardo alla sanità, per tutti quelli che hanno fatto la differenza in questa emergenza. Destinati 1,15 miliardi al finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard e 1,5 miliardi al Fondo della Protezione Civile per le emergenze nazionali.

Previsto un potenziamento del personale del Ministero della Salute, con l’assunzione fino a 3 anni, integrazione di 40 dirigenti medici, 18 dirigenti veterinari e 29 tecnici della prevenzione. A questi vanno aggiunti 320 nuovi medici e infermieri militari. Previsto un fondo di 50 milioni di euro a Invitalia. Il fondo sarà destinato alle imprese che producono guanti e mascherine, oggi assolutamente necessari.

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