Il tanto atteso Decreto Natale è arrivato e tante sono le regole da rispettare per le ormai prossime feste natalizie. Tra zona rossa, divieti di spostamento e chiusura di bar e ristoranti, tutta l’Italia si appresta a “festeggiare”, nel rispetto delle restrizioni per contenere la curva dei contagi e soprattutto nell’ottica di evitare il ripetersi degli eventi dei mesi estivi. Le nuove regole sono davvero così restrittive o gli italiani potrebbero facilmente trovare il modo di aggirarle, senza infrangere in alcun modo la legge? Di seguito tutte le scappatoie possibili – ma, si sottolinea, poco responsabili – per trascorrere le feste in maniera non troppo diversa dagli altri anni.
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Decreto Natale: il pranzo dai parenti
La tradizione vuole che a Natale ci si riunisca in famiglia. Zii, nonni, figli, nipoti e cugini si siedono a tavola insieme, per condividere il pranzo e l’atmosfera natalizia. Quest’anno. però, con il Decreto Natale e una seconda ondata di Covid-19, si dovrà rinunciare a grandi festeggiamenti.
Analizziamo con attenzione il punto del decreto che definisce quest’aspetto. Il testo annunciato in conferenza dal Premier Conte la sera del venerdì 18 dicembre recita: “Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.
Inoltre, ci si potrà spostare tra le regioni se si ha un parente non autosufficiente da assistere. Quest’aspetto è specificato dalla Faq Governativa: “Lo spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti sarà consentito anche dal 21 al 6 gennaio. Anche tra comuni/regioni in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro l’assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso”.
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Scappatoie al decreto Natale
È facile intuire che le suddette norme possono essere facilmente “raggirate”. Difatti:
- Se, ad esempio, ci si sposta con l’auto per andare a pranzare dai parenti e il nucleo familiare è composto da 4 persone, basterebbe utilizzare due macchine diverse, ciascuna con soli due passeggeri a bordo;
- Se ci si muove a piedi, basterebbe camminare alla dovuta distanza, a due a due. Oppure, semplicemente, uscire di casa in momenti diversi;
- Gli spostamenti verso le abitazioni private sono consentiti per “una sola volta al giorno”. Ma chi può provare che il nostro spostamento sia il secondo o il terzo della giornata?
- Anche lo spostamento tra regioni nel caso di parenti non autosufficienti può avere un ampio margine di discrezionalità. Difatti, sono tanti i figli con genitori over 70 con patologie. Ipoteticamente, tutti potrebbero aver bisogno di assistenza.
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Non solo leggi

Come specificato anche dal premier Conte in diretta da Palazzo Chigi, con il nuovo Decreto Natale nessuno andrà a verificare casa per casa quanti siano realmente i commensali a tavola. Questo perché siamo in un Paese liberal-democratico. In Italia, il Governo “non manda la Polizia a casa, a meno che non ci sia una flagranza di reato”. “Noi non entriamo nelle case degli italiani. È un decreto concepito come forte limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione”.
Ciò non vuol dire che siamo esenti dai rischi e dalle nostre responsabilità. Soprattutto, non lo siamo dalle possibili conseguenze che un’altra ondata di Covid-19 porterebbe al nostro Paese. Insomma, è chiaro che questo Natale 2020 e il prossimo futuro dell’Italia sono nelle mani dei cittadini, nella responsabilità civile e nel buon senso di ognuno.

























