Decreto Ristori: 5 miliardi di euro di aiuti dal Governo per i lavoratori

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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto Ristori. È il quinto decreto economico legato alla pandemia da Coronavirus. Si tratta di misure e contributi a supporto delle categorie economiche in difficoltà a causa della pandemia. Si parla di contributi a fondo perduto, proroga della cassa integrazione e del Reddito di Emergenza, cancellazione del saldo IMU del 16 dicembre 2020 e bonus per lavoratori di turismo, sport e spettacolo.

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Novità del Decreto Ristori

Decreto Ristori
Dal profilo Facebook ufficiale del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Il Governo ha disposto 5 miliardi di euroIl nuovo atto arriva in sostegno del DPCM del 24 ottobre 2020, che ha introdotto nuove misure di contenimento del Coronavirus. Tra le novità principali del provvedimento, troviamo:

  • Contributi a fondo perduto dal 100% al 400% per le partite IVA;
  • Proroga della cassa integrazione;
  • Proroga del credito d’imposta sugli affitti commerciali;
  • Cancellazione saldo IMU al 16 dicembre 2020;
  • Proroga del Reddito di Emergenza;
  • Bonus INPS.
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Contributi a fondo perduto per le partite IVA

Decreto RistoriL’emergenza sanitaria ha avuto un forte impatto specialmente sui lavoratori autonomi, con notevoli perdite sul fatturato. Si stima, infatti, che il 35,8% dei liberi professionisti abbia subito una riduzione superiore al 50% rispetto allo scorso anno.

A beneficiare dei nuovi contributi a fondo perduto saranno circa 350.000 partite IVA, individuate dal sistema Ateco. Per gli esercenti già beneficiari del bonus, il pagamento avverrà automaticamente sul conto corrente entro il 15 novembre 2020. I nuovi beneficiari, invece, dovranno presentare domanda e riceveranno il contributo entro il mese di dicembre. Le percentuali del fondo perduto previste dal Decreto Ristori si dividono in 4 fasce:

  • 100% per le attività chiuse dalle 18 (come bar, pasticcerie o gelaterie), i tassisti e i titolari di noleggio con conducente;
  • 150% per le attività aperte a pranzo e con il servizio d’asporto per la sera, come ristoranti e pizzerie;
  • 200% per le attività costrette alla chiusura, come cinema, teatri, palestre e centri benessere;
  • 400% per le attività chiuse ancor prima del Dpcm del 24 ottobre 2020, come le discoteche.
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Proroga della cassa integrazione e credito d’imposta sugli affitti

Decreto RistoriIl Decreto Ristori prevede anche la proroga della cassa integrazione. Il prolungamento sarà di 6 settimane, utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021. In alternativa, si potrà usufruire di altre 4 settimane di esonero contributivo.

Bloccati anche i licenziamenti: la data slitta al 31 gennaio 2021. La proroga del credito d’imposta sugli affitti commerciali, invece, sarà di 3 mesiTra le novità fiscali c’è anche la proroga del modello 770/2020: la nuova scadenza è il 10 dicembre 2020.

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Altre misure

Decreto RistoriÈ confermata anche la cancellazione della seconda rata dell’IMU, in scadenza il 16 dicembre 2020. Questa novità non riguarda tutti gli esercenti, ma solo coloro che sono stati costretti a chiudere la propria attività. La tassa, grazie al Decreto Ristori, viene quindi eliminata per delle categorie specifiche come, ad esempio, strutture alberghiere o discoteche.

Come annunciato precedentemente da Conte e dal ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, ci sarà una proroga del Reddito di Emergenza. L’importo è compreso tra i 400 e gli 800 euro, per un totale di 4 mensilità.

Il Decreto Ristori interviene anche a favore delle categorie stagionali, turistiche, sportive e dello spettacolo. L’indennità, che va dagli 800 ai 1000 euro, aiuterebbe a colmare le perdite di guadagno di queste fasce di lavoratori.

Il decreto ha poi stanziato 30 milioni di euro per permettere ai medici di base e ai pediatri di eseguire tamponi antigenici rapidi.

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