Dipendenti ANM colpiti da un improvviso picco di malattie hanno mandato in tilt il trasporto pubblico napoletano. La Metro Linea 1 ha interrotto il servizio alle 12:30, mentre la Linea 6 ha funzionato a regime limitato. Migliaia di pendolari a piedi. L’Anm ha dovuto fare i conti con l’assenza di personale chiave, soprattutto nella sala operativa, costringendo a una chiusura anticipata che ha scatenato proteste e disagi. Le autorità hanno inviato visite fiscali per verificare la situazione, ma il danno era già fatto. Un weekend nero per la mobilità partenopea.
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Dipendenti ANM in crisi: malattia o protesta dopo i bonus sospesi?
Dipendenti ANM al centro di una vicenda che solleva dubbi. Il picco di assenze per malattia arriva a poche ore dalla protesta del 28 marzo, legata alla sospensione dei bonus economici. I lavoratori, infuriati per la decurtazione delle “competenze variabili” negli stipendi, avevano già limitato il servizio della Metro 1 la sera precedente, chiudendola alle 20:15. Oggi, con molte assenze concentrate nei turni diurni, si sospetta un’azione di dissenso mascherata. La tensione tra azienda e personale cresce, mentre i cittadini pagano il prezzo con ritardi e soppressioni.
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Un weekend critico per i trasporti a Napoli
Il caos generato dalle assenze ha coinciso con un periodo già difficile. Il 30 marzo è previsto uno sciopero dei trasporti e un’allerta meteo fino al pomeriggio. La chiusura anticipata della Linea 1 e le limitazioni sulla Linea 6 hanno lasciato i napoletani senza alternative valide. Si è rimasti con bus sovraffollati e tempi di attesa infiniti. L’ANM ha comunicato che i disagi derivano da un’improvvisa carenza di personale, ma non ha fornito soluzioni immediate, alimentando il malcontento tra gli utenti abituali e i turisti presenti in città.
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La risposta dell’azienda e le richieste dei cittadini
L’Anm sta affrontando una crisi di gestione del personale, con verifiche in corso sulle assenze sospette. Le visite fiscali sono state attivate per accertare la veridicità delle malattie dichiarate, ma i sindacati difendono i lavoratori, attribuendo il malessere alla pressione economica e lavorativa. Intanto, i napoletani chiedono maggiore trasparenza e un piano d’emergenza per evitare che situazioni simili si ripetano, soprattutto in vista di eventi critici come scioperi e maltempo, che rischiano di paralizzare ulteriormente la città.




























