Domenica delle Palme: la Chiesa di Napoli vieta ramoscelli e benedizioni

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Domenica Palme Napoli: la Chiesa comunica precise disposizione per questo giorno tanto atteso dai religiosi. Essendo la Campania ancora in zona rossa, tutte le tradizioni legate alla Settimana Santa sono state vietate, nell’ottica di limitare eventuali contagi da Covid-19 tra i fedeli. Il collegio dei Decani ha difatti divulgato un comunicato con tutte le indicazioni dell’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, per i prossimi giorni di festa e in particolare per la Domenica delle Palme, che quest’anno cadrà il 28 marzo.

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Domenica Palme Napoli: i divieti della Chiesa

domenica palme napoliEcco il testo che definisce la posizione della Chiesa sulla Domenica Palme Napoli:
Carissimi sacerdoti, viste le note diramate dal nostro Arcivescovo, confrontandoci direttamente con lui come Collegio dei Decani, in comunione con lui, siamo addivenuti a quanto segue, considerata la persistenza della emergenza sanitaria e la permanenza della nostra Regione in zona rossa, per la Domenica delle palme e di Pasqua:

  • Non si svolgerà la processione delle Palme;
  • Non ci sarà la distribuzione e consegna dei rami d’ulivo né di altri tipi di rami, nemmeno se imbustati. Il divieto vale sia per il giorno stesso della domenica sia per i giorni precedenti;
  • I fedeli non potranno portare con sé i rami, che non saranno benedetti né durante né dopo le celebrazioni. Anche nel giorno stesso di Pasqua, non vi sarà la benedizione delle bottigliette d’acqua;
  • Vengono suggeriti ai fedeli segni da adottare per valorizzare lo scambio della pace e la preghiera di benedizione in famiglia.
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Le rassicurazioni

parroco vaccini feti, domenica palme napoliPer la Domenica Palme Napoli non vi saranno quindi le classiche usanze che contraddistinguono la tradizione. L’arcivescovo precisa però che ciò non dovrà rappresentare motivo di sconforto. “I fedeli vengano aiutati ad accogliere queste indicazioni – si legge nel comunicato – a partire dal senso di prudenza adottato, di gratitudine perché quest’anno ci è consentito di celebrare con la presenza dell’assemblea e sottolineando la centralità delle liturgie che non vengono per niente svilite dalla mancanza di questi segni. Sarà cura dei parroci comunicare anche alle rettorie e agli istituti religiosi quanto definito”.

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