Dona il plasma, intervista al Dott. Bruno Zuccarelli: “Aiutateci ad aiutare”

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Dona il plasma

La lotta al Covid-19 è lunga e complessa. È una guerra che combattiamo senza armi certe. Tuttavia la terapia al plasma iperimmune sta accendendo nuove aspettative e speranze per la cura di pazienti affetti da Coronavirus Sars-Cov-2. È per questo motivo che l’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli ha lanciato l’iniziativa Dona il plasma. Noi di Informa Press ne abbiamo parlato con il Dott. Bruno Zuccarelli, Direttore U.O.C Medicina Trasfusionale dell’A.O Monaldi, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Napoli e responsabile dell’iniziativa.

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Dona il plasma: l’impegno degli Ospedali dei Colli

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In foto, il Dott. Bruno Zuccarelli

Salve Dott. Zuccarelli e grazie per la sua disponibilità. Come nasce l’iniziativa “Dona il plasma” dell’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli?

“Salve a tutti e grazie a voi per l’attenzione. L’iniziativa è partita perché ci sono delle esperienze a livello nazionale e internazionale che hanno dato qualche segnale positivo. Noi abbiamo iniziato a raccogliere il plasma già prima dell’estate, ipotizzando che ci potesse essere una seconda ondata. E ora ricominciamo a raccoglierlo, visti anche l’entusiasmo e la disponibilità della popolazione, soprattutto a seguito di alcuni servizi giornalistici che hanno riportato l’attenzione sull’argomento”.

Quali sono le evidenze scientifiche relative alla cura al plasma?

“La premessa scientifica è che evidenze chiare che dimostrino che il plasma iperimmune possa essere sicuramente risolutivo da un punto di vista terapeutico non ce ne sono. A conferma di ciò, noi, come Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli (Cotugno e Monaldi), siamo stati inseriti in un protocollo che si chiama “Tsunami” validato dall’AIFA. Si tratta di un protocollo molto rigido e severo che ha lo scopo di evidenziare, da qui ad alcuni mesi, se questa terapia abbia reali benefici oppure no. Nel frattempo, quindi, noi continuiamo a raccogliere il plasma sia per il protocollo sia, eventualmente, per uso compassionevole (per cui si richiede la validazione da parte del Comitato Etico)”.

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Dona il plasma: i requisiti del donatore

Dona il plasmaQuali sono i requisiti e le modalità con cui una persona guarita da Covid-19 può donare il proprio plasma?

“La persona guarita da Covid-19 che vuole donare il proprio plasma deve possedere i seguenti requisiti:

  • Deve essere un maschio o una donna nullipara, ovvero che non ha mai avuto gravidanze. Questo perché il plasma di donne gravide o che hanno avuto figli potrebbe creare qualche problema alla persona che lo riceve.
  • Deve avere un’età tra i 18 e i 60 anni (65 se è un donatore abituale);
  • Devono essere trascorsi almeno 14 giorni dall’ultimo tampone negativo;
  • Deve godere di buona salute“.
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Dona il plasma: la ricerca degli anticorpi

Dona il plasma“Se il soggetto dà la sua disponibilità, noi lo indirizziamo all’ambulatorio del Cotugno, dove vengono valutati i suoi dati. E viene effettuato un prelievo di base per vedere se i test virali sono completamente negativi. Si tratta dei test obbligatori per legge: epatite B e C, HIV e test per la sifilide. Inoltre, si effettuano anche ulteriori test per controllare anche altri agenti virali. Se tutti questi esami risultano negativi, si vanno a ricercare gli anticorpi.

Se ci sono anticorpi in modo adeguato, viene inviata una provetta all’ospedale Spallanzani di Roma, per effettuare il test di neutralizzazione degli anticorpi al virus. In parole semplici, dobbiamo vedere se questi anticorpi neutralizzano realmente il virus in vitro. Se c’è questo tipo di idoneità, vuol dire che questa persona può donare il plasma. Sarà, quindi, convocata al Monaldi per procedere alla donazione di 600 ml di plasma.

Abbiamo aperto una linea dedicata proprio a questo tema. Tutti possono chiamare al numero 081 706 5315, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, per ricevere ulteriori chiarimenti e informazioni. È opportuno che le persone ci contattino a questo numero perché ciò ci consente di fare un minimo di counseling e di preselezione già al telefono”.

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Un messaggio per tutti i guariti dal Covid-19

Dona il plasmaCosa si sente di dire alle persone guarite dal Covid-19 per spingerle a dare il proprio contributo?

“Bisogna capire che siamo in guerra. Ma se ci diamo una mano, ne usciamo meglio. Questa terapia non è un miracolo: è un altro presidio disponibile insieme ad altri strumenti che abbiamo già. È un’altra arma che possiamo e dobbiamo avere.
Il cuore dei napoletani è grande! Aiutateci ad aiutare le persone che soffrono!”.

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