70enne va in pensione: il Ministero sbaglia ed è costretta a tornare a lavorare

0
93
Donna rifiutata pensione

Donna rifiutata pensione ed è costretta a ritornare a lavoro a 70 anni. Secondo alcuni calcoli sbagliati dell’Inps e del Ministero della Giustizia, la signora dovrà lavorare ancora fino al 31 agosto. La vicenda è accaduta in Friuli-Venezia Giulia a Pordenone.

Ti consigliamo come approfondimento – Pensione: arriva Quota 102! Ecco come il Governo sostituirà Quota 100

Donna rifiutata pensione e torna a lavoro a 70 anni

fondo pensioneUna signora di 70 anni, dopo essere andata in pensione dal 31 marzo, è costretta a ritornare a lavoro per un problema burocratico. La signora è Giannina Carboni, sarda di Villasimius trapiantata in Friuli. Infatti, la donna, impiegata amministrativa della Procura di Repubblica di Pordenone, è tornata a lavoro dopo che aveva salutato i colleghi il 31 marzo. Il problema burocratico le è stato comunicato il giorno prima di tornare a lavoro e la donna non si è scoraggiata ed è tornata in ufficio. L’Inps, infatti, l’ha chiamata dicendo: “Signora, c’è stato un errore, domani deve tornare a lavorare. Andrà in pensione il primo settembre.” La donna ha risposto in merito di non voler iniziare alcuna guerra giudiziaria con gli avvocati e pertanto è tornata in ufficio. Inoltre, ha detto che le basta recuperare lo stipendio perso in questo mese e mezzo.

Ti consigliamo come approfondimento – Anziana mummifica il figlio per 9 mesi per la pensione d’invalidità: “Restituirò tutto”!

Donna rifiutata pensione, aveva già salutato i colleghi

taglio pensioni Pensione truffe pensioni pensione casalinghe
Foto da redattoresociale.it

La signora sapeva che il 31 marzo 2022 sarebbe andata in pensione. La comunicazione della pensione le arrivò nel 2016. Ogni mese da allora le veniva comunicato il riferimento del suo ultimo giorno di lavoro. Inoltre, la donna, in questi anni aveva anche chiesto di poter restare in servizio. Infatti, la signora disse: “Siccome mi piace questo lavoro, avevo scritto al ministero chiedendo di poter restare ancora un anno. Mi hanno risposto che per via dell’età non era possibile.” Il 31 marzo come stabilito la signora Giannina ha salutato colleghi e magistrati ed è andata via dall’ufficio. Il procuratore Raffaele Tito ne elogiò la competenza e la determinazione. I suoi colleghi le chiesero anche di tornare a salutarla ogni tanto. Nessuno, ovviamente, si aspettava che la donna dopo più di un mese sarebbe ritornata a lavorare lì. La signora Giannina era nuovamente seduta alla sua scrivania.

Ti consigliamo come approfondimento – Napoli, sta per laurearsi, ma la Federico II lo rimanda alle superiori: “Deve rifare tutto da capo”

Donna rifiutata pensione: errore burocratico nei contributi

Covid Cassa integrazioneDal 31 marzo, giorno in cui la donna era andata in pensione, non era ancora arrivato l’accredito della pensione sul conto corrente. La signora, però, conoscendo la burocrazia italiana, non era preoccupata. Le sue colleghe, andate in pensione con lei, però l’anno esortata a contattare l’Inps. Quest’ultima le comunicò che la pratica era in lavorazione e bisognava attendere. Ma il 2 maggio lo stesso Inps le ha comunicato che la pratica della pensione era stata rigettata. L’ente le comunicò che alcuni codici sulla domanda erano sbagliati. Dunque, la signora doveva essere reintegrata a lavoro. Purtroppo, il problema dei codici riguarda un buco contributivo di alcuni anni in cui dirigeva una scuola di taglio e cucito in Sardegna. La signora ha affermato: “Lavorerò fino al 31 agosto. Non c’è problema, anche se devo riprogrammare tutta l’estate, perché aveva già organizzato viaggi e visite ai parenti che vivono lontano dal Friuli.”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

15 − quattro =