Afghanistan, Draghi sulla cooperazione con UE: “Prevenire il terrorismo”

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Mario Draghi durante l'intervista per il Tg1, YouTube

Draghi Afghanistan: il Presidente del Consiglio si è espresso a favore dell’accoglienza degli eroi in missione. Lo ha riferito durante un’intervista esclusiva al Tg1, rivolgendosi non solo all’Italia intera, ma alle famiglie di chi è lontano da casa da troppo tempo. Il rimpatrio è iniziato due giorni fa, il 16 agosto, e continua senza sosta. Ha concluso affermando che l’Europa sarà all’altezza della missione afgana, a patto che ci sia una seria cooperazione.

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Draghi Afghanistan: il rimpatrio degli eroi

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Mario Draghi durante l’intervista per il Tg1, YouTube

Ieri sera il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha rilasciato un’intervista esclusiva al Tg1 per discutere su quanto di spaventoso stia accadendo in Afghanistan. Il primo pensiero del Premier è andato agli ‘eroi’, coloro che vent’anni fa sono partiti per difendere i diritti umani. In particolar modo, alle famiglie dei caduti in battaglia e degli innumerevoli feriti. L’opera di rimpatrio continua. La gran parte della rappresentanza diplomatica è arrivata a Roma il 16 agosto. Sul campo ci sono ancora delle squadre militari che dovranno aiutare l’evacuazione di altri nostri concittadini che sono lì e dei collaboratori afghani e delle loro famiglie, quando le condizioni lo permetteranno. Voglio ringraziare tutte queste persone per il loro coraggio e la dedizione con cui svolgono il loro compito.”

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Draghi Afghanistan: la missione dell’Europa

kabul italianiIl discorso del Premier si è poi soffermato del ruolo dell’Unione Europea nella crisi afgana. Durante una telefonata con Angela Merkel, “abbiamo parlato delle operazioni di evacuazione dell’Aeroporto di Kabul. Abbiamo iniziato a tratteggiare quelle che saranno le linee fondamentali della cooperazione a livello europeo. La cooperazione è assolutamente necessaria per affrontare due obiettivi: accoglienza e sicurezza. L’accoglienza nei confronti di tutti coloro che ci hanno aiutati in Afghanistan, quelli che sono chiamati ‘collaboratori’. Ma anche l’accoglienza di tutti coloro che si sono esposti, in questi anni, per la difesa delle libertà fondamentali, dei diritti civili e delle donne. È un piano complesso. Il secondo aspetto riguarda la sicurezza. Dovremo prevenire infiltrazioni terroristiche”.