Governo Draghi: tagli alle pensioni in arrivo? Ecco cosa accadrà

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Draghi pensioni Quota 100
Foto dai profili Facebook ufficiali

Draghi pensioni Quota 100 – Il mese di marzo non è iniziato nel migliore dei modi per i pensionati. A causa dei conguagli Irpef, l’introito è stato ridotto. Ma non solo: Quota 100 ha i mesi contati e Mario Draghi è in procinto di elaborare un piano ad hoc per consolidare un buon sistema pensionistico.

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Draghi pensioni Quota 100: assegno più basso a marzo

Draghi pensioni Quota 100Draghi pensioni Quota 100 – A causa della pandemia da Covid, sono state molte le categorie colpite dalle restrizioni economiche. Tra queste, vi è sicuramente quella dei pensionati. Per la maggior parte di essi, il mese di marzo 2021 non è iniziato bene. Il motivo è riconducibile ai ricalcoli dell’Irpef. Infatti, tutti i pensionati che hanno percepito anche altri redditi oltre al proprio assegno previdenziale, saranno soggetti ad un conguaglio. Di conseguenza, vi sarà una riduzione della cifra da riscuotere. Oltretutto, sulla mensilità saranno presenti anche l’addizionale regionale 2020 e l’addizionale comunale 2020.

La categoria dei pensionati, che sono stati impiegati e operai nel biennio 2019/2020, aveva già subito delle perdite. Con la crisi sanitaria, e quella seguente economica, l’assegno era già sceso dello 0,3%.

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Draghi pensioni Quota 100: a cosa sta lavorando il premier?

Draghi pensioni Quota 100Draghi pensioni Quota 100 – Attualmente, è in vigore la misura previdenziale della Quota 100. Consente ai lavoratori con un minimo di 38 anni di contributi e un’età pari a 62 anni di andare in pensione. Il tutto con requisiti meno stringenti rispetto a quelli delle pensioni anticipate. Il 31 dicembre 2021 è la data di scadenza per Quota 100. Dal 1° gennaio 2022 si potrebbe ritornare ad aggiungere gli altri 5 o 6 anni di contributi.

Mario Draghi sembra non avere alcuna intenzione di prorogare la misura. Il premier mira ad usare i fondi del Recovery per arginare l’ostacolo. L’obiettivo è quello di avviare una vera e propria riforma strutturale del sistema pensionistico. In prima istanza, il Governo potrebbe rendere meno “traumatico” il ritorno alla legge Fornero del 2011, modificandole soglie di pensionamento. Un’altra via percorribile è quella di:

  • Tutelare i lavoratori precoci;
  • Concedere il pensionamento anticipato con un minor numero di anni di contributi e un’età ragionevole;
  • Riconoscere alle donne 12 mesi di contributi per ogni figlio;
  • Dare una pensione di garanzia a chi, nel contributivo puro, non può contare su integrazioni al minimo.

Il tavolo di trattative con i sindacati e le parti sociali è aperto.

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