Terza ondata, Draghi: “usare solo la prima dose per velocizzare i vaccini”

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Draghi vaccini prima dose
Foto dal profilo Facebook ufficiale del Quirinale

Draghi vaccini prima dose – il Presidente del Consiglio ha chiesto di accelerare la campagna di vaccinazione. Con l’avanzare della terza ondata, i contagi in Italia sono sempre più alti e le terapie intensive cominciano a singhiozzare. La strategia del premier è quella di concentrarsi maggiormente sulla somministrazione delle prime dosi.

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Draghi vaccini prima dose: la proposta

Draghi vaccini prima doseDraghi vaccini prima dose – In Italia, sono 4.074.575 i cittadini che hanno ricevuto la prima dose. Ad aver completato il ciclo di somministrazioni sono, invece, 1.377.987. I vaccini più usati sono quelli di Pfizer/BioNtech, seguiti da AstraZeneca e Moderna. Quella degli operatori sanitari e la fascia che è stata più immunizzata. In seguito, vi sono il personale delle strutture sanitarie, gli ospiti di strutture residenziali, over 80 e unità delle forze armate. Infine, ad aver iniziato da poco la profilassi è la comparte del personale scolastico. Tutto questo, però, sembra non bastare. In Italia il numero di contagiati continua a salire, aprendo le porte alla tanto temuta terza ondata.

Per questo motivo Mario Draghi, nel suo primo Consiglio Europeo nelle vesti di premier, ha messo in campo un nuovo progetto. Il presidente, infatti, ha espresso la volontà di dare priorità alle prime dosi. La linea è la stessa che è stata adottata dal Regno Unito. Un passo del genere, secondo Draghi, è importante per accelerare la campagna di vaccinazione e per fermare le varianti. In caso di approvazione, sarebbero 2 milioni le dosi di vaccino utilizzabili nell’immediato.

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Draghi vaccini prima dose, “avanti con la somministrazione”: cosa pensa De Luca?

Draghi vaccini prima doseDraghi vaccini prima dose – “Non è sufficiente procedere con le misure restrittive. Bisogna usare le armi”. Così si espresso sulla faccenda Guido Bertolaso. Secondo il coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia, è fondamentale puntare sulla prima dose.  “C’è copertura immunitaria. L’obiettivo con la prima dose è ridurre l’ospedalizzazione. È ciò che dicono altri Paesi come Israele”, ha affermato. D’altra parte, anche l’infettivologo Galli si dice favorevole. “I dati dicono che la risposta alla prima dose già garantisce abbastanza”, ha dichiarato sull’argomento.

Sul fronte dei vaccini, nella consueta diretta del venerdì, ha parlato anche il governatore campano, Vincenzo De Luca. “Abbiamo ricevuto 64mila dosi in meno rispetto al Lazio che ha la nostra stessa popolazione; 26mila in meno dell’Emilia Romagna che ha 1,3 milioni di persone in meno rispetto a noi. E 7mila in meno del Veneto, che ha 900mila abitanti in meno”, ha contestato. A questo punto, “Se non arrivano i vaccini, potremmo preferire fare la prima dose e poi si vede”, ha detto, ormai rassegnato, il governatore.

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