Educazione alimentare sui minori: investire ora è davvero importante

Sempre più negli ultimi anni si è investito di meno in questo settore, ma gli esperti dicono sia fondamentale

0
121
dieta allenamento spesa

Oggi parliamo di educazione alimentare con la rubrica di Parthedodè, associazione attiva soprattutto nella tutela del patrimonio enogastronomico locale. Affrontiamo un tema complesso, quello dei minori a rischio obesità, con la dottoressa Angela Carotenuto. Esperta in nutrizione, è convinta che educare bambini e famiglie alla corretta alimentazione possa ridurre il rischio di obesità. Ha creato tramite l’associazione una relazione tra scuola e professionisti del settore, che possono fornire informazioni per mangiare bene e conoscere le giuste maniere da adottare a tavola. Questo ha dato vita a un progetto di educazione alimentare e galateo presso l’Istituto Bianchi di Napoli. 

Ti consigliamo come approfondimento – Judo: Antonio Esposito e la sua scalata verso il successo

L’obesità in Italia: un rischio elevatissimo senza la giusta educazione

dieta

L’Italia ha uno dei più alti tassi di obesità infantile fra i Paesi occidentali, seconda solo agli Stati Uniti. Le percentuali sono decuplicate dagli anni Settanta del secolo scorso, colpa anche della carente educazione alimentare. Le percentuali più elevate di sovrappeso e obesità si riscontrano nelle regioni del Centro-Sud:

  • In Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata l’eccesso ponderale riguarda più del 40% del campione;
  • In Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, invece, è sotto il 25%.
Ti consigliamo come approfondimento – Gli alimenti pericolosi per i bambini: ecco la top 10

Una guida per un’alimentazione ottimale

dieta universaleIl ruolo della biologa nutrizionista all’interno delle scuole ha le seguenti finalità:

  • Aumentare la consapevolezza di studenti e famiglie verso i principali errori alimentari compiuti. Bisogna puntare non solo a riequilibrare le quantità di cibo, ma anche a migliorarne la qualità e il bilanciamento
  • Guidare i ragazzi in età evolutiva verso un’alimentazione ottimale sulla base dei personali fabbisogni, in relazione allo stile di vita;
  • Promuovere uno stile di vita salutistico e l’educazione al movimento;
  • Favorire l’educazione nutrizionale e alla salute all’interno delle famiglie, nel pieno rispetto dell’ambiente.

Quest’ultimo aspetto si concretizza attraverso un percorso finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • Organizzazione della spesa settimanale al fine di garantire l’adeguata varietà degli alimenti e la giusta assunzione di nutrienti
  • Insegnare a leggere e interpretare le etichette nutrizionali;
  • Bilanciare i pasti sulla base dei fabbisogni dei singoli componenti della famiglia;
  • Ottimizzare confezionamento, cottura e conservazione delle pietanze, per diluire l’apporto calorico ed esaltarne le proprietà nutrizionali;
  • Limitare gli sprechi alimentari, attraverso l’adeguata conservazione degli alimenti e il corretto riutilizzo degli stessi;
  • Educare alla minimizzazione dei rifiuti e alla gestione differenziata degli stessi;
  • Scegliere secondo stagionalità e territorio.
Ti consigliamo come approfondimento – Umberto Galletta, il calcio che fa sognare e “volare” in alto

Corsi scolastici: perché sono fondamentali

alimentazionePer l’educazione alimentare in Italia, questo è un progetto nuovo, interessante e studiato. Tutti dovremmo tenere alla corretta informazione, educazione e formazione dei bambiniSono il nostro futuro ed è importante che alcune abitudini e stili di vita errati vengano corretti a quella età. 

Le lezioni che l’associazione porta avanti da anni in tante scuole della Campania devono sempre mirare al dialogo con i bambini, per far loro comprendere l’origine e le proprietà nutrizionali degli alimenti. Questo avviene non solo con parole, ma anche attraverso disegni, filastrocche, giochi, laboratori e il coinvolgimento delle famiglie. Ciò nell’ottica anche di confrontare piatti tipici del luogo natale, ricette e utensili antichi con piatti e strumenti più moderni.

I progetti proposti a enti pubblici e privati in Campania devono prevedere, quindi, anche laboratori didattici. In questo modo sarà più interessante conoscere le famiglie, le loro abitudini, dare consigli nutrizionali e strutturare piani alimentari personalizzati. Ci teniamo, inoltre, che i bambini adottino le giuste maniere a tavola, attraverso il gioco, il disegno e soprattutto l’interazione. In tal modo, si stimolano i ragazzi a osservare il galateo a tavola nelle differenti situazioni sociali, familiari e scolastiche, in modo divertente ed educativo.

Ti consigliamo come approfondimento – Effetto Brexit: la guerra al Made in Italy si fa nel piatto

Educazione alimentare: “siamo quello che mangiamo”

educazione La cultura alimentare non è solo una questione di salute, ma anche politica, sociale e, ovviamente, economica. Una società che mangia sano produce persone sane, che hanno meno probabilità di contrarre le tante patologie legate al consumo scorretto del cibo.

I dati in Italia sono impressionanti. Certamente l’Europa e il mondo non se la passano molto meglio. Soprattutto le nuove generazioni hanno abbandonato sempre di più sport e alimentazione corretta. Il mondo del take away è sempre più grande e la cucina tradizionale viene relegata a rari momenti della settimana. Il cambio di rotta di questa educazione sembra essere dietro l’angolo, visto che l’argomento è passato dall’agenda mediatica a quella politica. Ad oggi, molti stati – tra cui il nostro – stanno intervenendo seriamente con corsi e formazione. Non è un preconcetto: come dicevano gli antichi,  dalla tavola si capiscono tante cose di una cultura e di un Paese.

A cura di Angela Carotenuto dell’associazione Parthedodè

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

3 − 2 =