Quali sono stati gli effetti del lockdown sulla psiche dei cittadini europei

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Il 2020 non passerà alla storia come un’annata indimenticabile. Il mondo sembra aver schiacciato il bottone “rewind” tornando ad un secolo fa, quando le pandemie, purtroppo, di tanto in tanto si inserivano nella vita delle persone. Avere a che fare con una pandemia nel terzo decennio del nuovo millennio, è risultato tutt’altro che semplice per la maggior parte delle persone.

D’altro canto, moltissimi aspetti della vita erano ormai dati per assodati, imprescindibili e dei quali nessuno, con ogni probabilità, avrebbe pensato di vedersi privato. Tutto ciò è avvenuto, ed accade tuttora seppur a diverse intensità, a causa del lockdown, resosi necessario per contenere l’ulteriore diffusione del covid 19.

Gli italiani hanno sofferto la quarantena obbligatoria

L’impossibilità di poter incontrare amici o parenti per un aperitivo, piuttosto che una pizza accompagnata da un buon boccale di birra, o di potersi recare anche solo in visita dagli stessi, ha inciso profondamente nella psiche degli italiani, un popolo, come noto, che fa della socialità un autentico tratto caratteristico.

Durante il primo lockdown, quello durissimo del mese di marzo, le possibilità di poter uscire dalla propria abitazione erano davvero ridotte al lumicino: recarsi al supermercato, in farmacia e poco altro ancora. Situazioni che, non di rado, hanno messo a dura prova la tenuta della stabilità di coppia o, in alcuni casi, dell’intero nucleo familiare.

Vivere costantemente a contatto con il (la) partner e i figli, ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, non è certamente la stessa cosa rispetto alla normale routine quotidiana, quando la prole si reca a scuola e i genitori nei rispettivi luoghi di lavoro. Una situazione, talune volte, resa ancor più innervosente se la custodia dei figli era accompagnata dallo smart working.

I danni causati dal covid sono stati certificati, oltretutto, da alcuni luminari europei. In Italia, prima nazione ad aver attuato la “quarantena obbligatoria” nel mese di marzo, si stima che almeno il 65% delle persone abbia accusato dei disturbi psicologici, percentuale solo di poco superiore (+2%) rispetto ai cittadini d’Oltremanica. È andata molto meglio, invece, ai cittadini teutonici: “solo” il 50% di essi ha subito qualche fastidio alla propria psiche a causa del lockdown.

Insonnia, debolezze e svogliatezza

La differenza così marcata tra i nostri connazionali e i tedeschi è dovuta, per l’appunto, al differente stile di vita, specie nelle persone inattive dal punto di vista lavorativo: la vita sociale in Germania, infatti, non è così articolata e variegata come nel nostro paese. Questioni culturali, abitudini ormai radicate nel tempo, che hanno inciso sul differente stato d’animo dei cittadini europei, in base al rispettivo paese di provenienza.

Le sintomatologie sono state assai differenti, tutte riconducibili, però, ad uno stato di malessere che non era presente prima dell’avvento del covid e dell’adempimento di tutte le misure restrittive ad esso collegate. La più accusata, in quasi il 20% dei casi, è riconducibile alla mancanza di sonno o ad improvvisi risvegli notturni, che vanno ad incidere, profondamente, sul benessere di ogni singolo soggetto.

Ad esso, in molti casi, ha fatto seguito anche un altro sintomo accusato da almeno il 16% delle persone: mancanza di energia o, più in generale, debolezza, che spesso sono risultate una concausa della mancanza di interesse nel fare le cose, accusata dal 13% dei cittadini europei. A preoccupare maggiormente gli psicologici, però, sono stati altri sintomi.

Single e coppie non conviventi

Una percentuale di poco inferiore al 10%, infatti, ha dichiarato di aver subito veri e propri attacchi di panico, dovuti anche alla situazione particolarmente complessa, ed inattesa, dal punto di vista sanitario, mentre il 15% degli europei ha avuto dei moti di forte tristezza accompagnati, talvolta, anche da pianti.

Una situazione, quest’ultima, che ha riguardato in particolar modo le coppie non conviventi, impossibilitate nel vedere il proprio partner, e quei soggetti che vivono una vita sessuale piuttosto vivace. In molti casi, queste figure, rinchiuse nel proprio domicilio, hanno trovato un valido supporto in Telefonoerotico365.it, trascorrendo qualche minuto all’insegna della leggerezza e del relax più piacevole ed informale.

I dati, tuttavia, parlano chiaramente: il covid, purtroppo, ha creato danni al di là delle tante, troppe, vittime mietute. La scoperta del vaccino, di conseguenza, rappresenta un’enorme speranza per l’intero genere umano, che spera, quanto prima, di poter tornare alla vita di tutti i tempi: abbracci, strette di mano, voglia di sorridere e stare insieme senza aver alcun tipo di timore. Tempi, ne siamo certi, che a breve ritorneranno.

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