Egitto, scoperta incredibile: ritrovati 100 sarcofagi di 2500 anni fa

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Fonte: profilo Instagram di Khaled El-Enany

Recentemente in Egitto sono state riportati alla luce circa cento sarcofagi egiziani risalenti a più di 2500 anni fa, all’epoca della 26° dinastia. Khaled El-Enany, il ministro del turismo e delle antichità egiziano, e la sua squadra di esperti lo definiscono come un vero e proprio tesoro. L’obiettivo per i prossimi mesi è quello di continuare le ricerche per scoprire altri segreti che la terra potrebbe nascondere.

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Egitto pieno di meraviglie: il ritrovamento

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Fonte: profilo Instagram di Khaled El-Enany

La sensazionale scoperta è avvenuta in una necropoli di Saqqara, una località a pochi chilometri a sud dalla capitale egizia Il Cairo. Secondo le teorie dei ricercatori, le bare ritrovate risalgono intorno al sesto e al quarto secolo avanti Cristo. Si trovavano in pozze sepolcrali di 12 metri, insieme a maschere funerarie, circa quaranta statue di divinità, vasi canopi (i vasi usati per conservare le viscere dei cadaveri nei processi di mummificazione) e amuleti. Un sarcofago è stato aperto e ha rivelato al suo interno una mummia perfettamente intatta.

Ma questa non è l’unica sorpresa offerta dall’Egitto. Il mese scorso, infatti, è accaduto un evento pressoché identico: 59 sarcofagi in legno riportati alla luce nella stessa zona. La necropoli in questione è quella di Menfi, capitale dell’Antico Regno, a poca distanza dalle piramidi di Giza. Il tutto è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO.

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I segreti dell’Egitto: la ripresa del turismo?

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Khaled El-Enany, foto dal suo profilo Instagram

“Questa”, afferma Khaled El-Enany, “è la più grande scoperta del 2020. Ma non è finita qui. Continua dicendo: “Saqqara ha rivelato solo l’1% dei suoi segreti. Potremmo trovare altre tombe e sepolture in ogni singolo centimetro di quest’area”. Per questo, verranno effettuate nuove ricerche dagli esperti, molto fiduciosi di trovare altri tesori. Gli stessi sperano che tali rinvenimenti rappresentino un motivo per favorire il turismo, quasi completamente scomparso a causa del Covid-19. Ma non è tutto: il Ministro ha anticipato un’altra scoperta, che sarà resa nota al pubblico nei prossimi giorni.

I cento sarcofagi ritrovati sono stati esposti in diversi musei, tra cui il Grand Egyptian Museum, che dovrebbe essere aperto il prossimo anno.

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La cultura mortuaria dell’Antico Egitto

EgittoNell’Antico Egitto di grande importanza era l’arte e la cultura della mummificazione. Gli egiziani erano molto legati al culto dei morti, tanto da “collezionare” cadaveri all’interno delle loro tombe, le piramidi. Ad occuparsi dei corpi erano gli imbalsamatori, ovvero gli uomini che conoscevano sia la religione sia nozioni d’anatomia. Essi agivano in fretta, prima che iniziasse il processo di decomposizione, seguendo i seguenti passaggi:

  • Rimozione degli organi interni, che venivano poi donati alle divinità;
  • Immersione del corpo nel natron (un sale alcalino che ha eccezionali funzioni conservanti) per favorirne la disidratazione;
  • Lavaggio della spoglia, unta poi da appositi oli balsamici;
  • Avvolgimento della salma in diversi strati di bende, sulle quali venivano scritte delle formule magiche ai fini di proteggere il corpo.

Veniva poi svolto il funerale con la successiva deposizione della mummia all’interno del rispettivo sarcofago, con l’aggiunta di oggetti preziosi. Questo culto, tuttavia, era riservato esclusivamente ai ceti più alti.

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