Il piccolo Eitan è tornato in Italia: “Felice di essere ritornato a casa”

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Eitan Italia ritorno

Eitan Italia ritorno, dopo 84 giorni il bambino, unico superstite della strage del Mottarone, è a casa. La Corte Suprema israeliana ne aveva stabilito il rientro entro il 2 dicembre. Ora finalmente potrà tornare alla sua vita quotidiana. I legali chiedono pertanto di rispettarne la privacy secondo i principi della carta di Treviso. Il nonno materno invece che voleva tenerlo a Israele con lui verrà processato per sequestro di persona. Così si è espresso il tribunale di Tel Aviv. “Sono felice di essere ritornato a casa” sono infine le parole del piccolo Eitan.

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Eitan Italia ritorno: il ritorno a casa del piccolo

funivia Eitan, Eitan Israele, Eitan Italia ritorno,Eitan torna a Pavia, in Italia, a casa sua. La sentenza di primo e secondo grado del tribunale israeliano si è concretizzata. “Sono felice di essere ritornato a casa” sono le parole del piccolo Eitan. Con un volo di Ryanair da Tel Aviv a Bergamo è atterrato alle 22:00 su suolo italiano. Con lui la zia Aya Biran Nirko, il marito Or e le due figlie. Ad attenderlo il nonno paterno che tanto ha atteso il ritorno di suo nipote. Per il nonno materno invece ci saranno ben altre conseguenze. Il tribunale di Tel Aviv infatti ha emesso un mandato d’arresto. L’accusa è di sequestro di persona, verso cui viene chiesta: “Tolleranza zero”.

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Eitan Italia ritorno: le parole dei legali e del portavoce

Covid Campania indagine, Eitan Italia ritorno,Grazia Cesaro e Cristina Pagni sono i legali che hanno permesso il rientro di Eitan in Italia. Sono proprio loro a parlare una volta dopo l’atterraggio del bambino a Bergamo. “Eitan ora ha bisogno di serenità e tranquillità, insieme alla sua famiglia, per affrontare un percorso di recupero delicato”. Parole che lanciano un appello a tutto i mass media. Nel rispetto dei principi della Carta di Treviso chiedono infatti di tutelare la privacy del bambino. “Eitan tornerà ora alla routine della sua vita, agli ambienti medici, terapeutici ed educativi, ai suoi amici di quartiere e di scuola, alla comunità in cui è cresciuto e al suo gatto Oliver”. Commenta infine un portavoce della famiglia Brian.

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