Elezioni, quando un candidato è “incandidabile”? Ecco cosa dice la legge

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Il diritto di candidarsi alle elezioni è una componente essenziale della democrazia. Pur essendo assolutamente necessaria una regolamentazione che consenta di scartare alcuni “incandidabili”, è innegabile che la salute della democrazia dipenda dal fatto di garantire, quanto più possibile, l’elettorato passivo con diritto di candidarsi a ricoprire cariche elettive. Le cause ostative all’elezione/nomina degli amministratori comunali sono indicate dall’articolo 58 del testo unico enti locali (decreto legislativo 267 del 2000).

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Elezioni e i limiti alla candidatura: l’art. 58

election day elezioniL’art. 58 disciplina quelle che sono le cause ostative alla candidatura durante le elezioni. Ecco i commi:

  1. Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’articolo 114, presidente e componente degli organi delle comunità montane:

a) Coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale o per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’articolo 74 del testo unico approvato con d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, o per un delitto di cui all’articolo 73 del citato testo unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o per un delitto concernente la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione, la vendita o cessione, nonché, nei casi in cui sia inflitta la pena della reclusione non inferiore a un anno, il porto, il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti, o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a taluno dei predetti reati;

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b) Coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma (peculato); 316 (peculato mediante profitto dell’errore altrui); 316-bis (malversazione a danno dello Stato); 317 (concussione); 318 (corruzione per l’esercizio della funzione); 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio); 319-ter (corruzione in atti giudiziari); 319-quater, primo comma (induzione indebita a dare o promettere utilità); 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio) del codice penale;

c) Coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione. Pena complessivamente superiore a sei mesi per uno o più delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da quelli indicati nella lettera b);

d) Coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva a una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non colposo;

e) Coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione. Questo in quanto indiziati di appartenere a una delle associazioni di cui all’articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.

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Elezioni: la continuazione dell’articolo 58

election day elezioni2. Per tutti gli effetti disciplinati dal presente articolo e dall’articolo 59 la sentenza prevista
dall’articolo 444 del codice di procedura penale è equiparata a condanna.

3. Le disposizioni previste dal comma 1 si applicano a qualsiasi altro incarico con riferimento al quale l’elezione o la nomina è di competenza.
a) Del consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale;
b) Della giunta provinciale o del presidente, della giunta comunale o del sindaco, di assessori provinciali o comunali.

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4. L’eventuale elezione o nomina di coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1 è nulla. L’organo che ha provveduto alla nomina o alla convalida dell’elezione è tenuto a revocare il relativo provvedimento non appena venuto a conoscenza dell’esistenza delle condizioni stesse.

5. Le disposizioni previste dai commi precedenti non si applicano nei confronti di chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato o di chi è stato sottoposto a misura di prevenzione con provvedimento definitivo, se è concessa la riabilitazione ai sensi dell’articolo 179 del codice penale o dell’articolo 15 della legge 3 agosto 1988. n. 327.

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