Lega, emendamento Green Pass: “Stop il 31 marzo”, ma Camera tentenna

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In copertina: Matteo Salvini (dal suo profilo Facebook ufficiale) e la certificazione verde (dall'account Twitter di Palazzo Chigi)

Emendamento Green Pass proposto dalla Lega: la certificazione verde verrebbe eliminata il 31 marzo. Si tratta dello stesso giorno segnante la fine dello stato d’emergenza nel nostro Paese. Ma ciò ha spaccato la Camera governativa, che ha dovuto momentaneamente interrompere la seduta e riprenderla alle 16 di oggi.

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Emendamento Green Pass: la Lega dice stop entro il 31 marzo

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Dall’account Twitter Palazzo Chigi

Quest’oggi la Camera ha accolto un’importante riunione esaminante il decreto Covid. La Commissione Affari sociali ha visto la presentazione di un nuovo emendamento firmato da Massimiliano Panizzut, relatore leghista. La Lega vuole eliminare definitivamente il Green Pass il 31 marzo, data che segna la fine dello stato d’emergenza. Dinanzi alla proposta, la maggioranza si è mostrata destabilizzata. PD, M5s, LeU, Forza Italia e Italia Viva vorrebbero che la cancellazione della certificazione verde avvenga in maniera graduale e non così bruscamente. Per questo motivo, la seduta è stata improvvisamente interrotta, per poi essere ripresa intorno alle ore 16. “L’emendamento è stato rimandato”, ha commentato Panizzut. “Noi abbiamo dichiarato che lo avremmo votato e restiamo dell’avviso di non ritirarlo. Vediamo se la Lega mantiene il punto o si sfila. In ogni caso noi siamo compatti, la nostra posizione è questa e questa rimane.”

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Emendamento Green Pass e fine dello stato d’emergenza

Zona gialla ristorantiLa fine dello stato di emergenza è sempre più vicino, così come il conseguente Freedom Day, il giorno della libertà, fissato per il primo aprile. Manca poco più di un mese alla suddetta data e il Governo Draghi non sembra affatto intenzionato a prolungare ulteriormente il piano per il contenimento della pandemia. Il 31 marzo scade l’obbligo di esibizione del Green Pass sui mezzi di trasporto, per piscine e centri sportivi. Anche nei ristoranti e nei bar non verrà più richiesta la certificazione, ma bisognerà comunque rispettare le distanze sociali. Sarà inoltre fondamentale indossare ancora le mascherine FFP2 nei luoghi chiusi. Gli stadi potranno tornare ad accogliere un vasto pubblico, poiché la loro capienza sarà del 100%.