Erasmus: come funziona e quali sono i beneficiari?

Più di 4 milioni di studenti europei hanno già partecipato al programma Erasmus. Studiano in un contesto multiculturale, implementano le loro capacità relazionali e diventano adulti.

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Erasmus viaggiare

La chiamano generazione Erasmus: 4 milioni di studenti europei, di cui 41.000 italiani nel solo anno accademico 2017/2018.
Il progetto Erasmus ha un ruolo propulsivo nell’abbattimento delle barriere geografiche e culturali. Si tratta di un programma di mobilità studentesca dell’Unione Europea, che consente agli studenti universitari di trascorrere parte dell’anno accademico in un Paese membro dell’UE. Il progetto è attivo dal 1987 e deve il suo nome all’umanista e teologo Erasmo da Rotterdam che, a cavallo tra il XV e il XVI secolo, attraversò l’Europa per studiarne le culture.

Beneficiari del programma Erasmus

I destinatari del progetto sono gli studenti dei corsi di laurea triennali e magistrali, i laureandi che devono completare il tirocinio e i laureati interessati a un dottorato all’estero.
Nel mese di gennaio, gli studenti possono accedere al bando pubblico tramite il sito della propria facoltà. Compilando la documentazione, dovranno specificare la meta e la durata del soggiorno (dai 3 ai 12 mesi). La domanda sarà valutata da un’apposita commissione che redigerà la graduatoria finale. Prima di partire, saranno accertate e consolidate le conoscenze linguistiche del candidato.
Nel periodo trascorso nel Paese ospitante, lo studente sosterrà gli esami del suo piano di studi indicati prima della partenza, che saranno convalidati al suo rientro.  Allo studente spetta una borsa di mobilità mensile, di importo variabile in base alla destinazione.

Azioni chiave dell’Erasmus

Dal 2014, il programma ha assunto il nome di Erasmus+ per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Oggi, il progetto vale 14,6 miliardi di euro e si propone di implementare:

  • mobilità individuale ai fini dell’apprendimento;
  • cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche (fondamentali per le partnership tra istituti di istruzione e formazione);
  • riforme delle politiche del settore educativo e giovanile;
  • supporto, promozione e finanziamenti per le attività sportive e le attività Jean Monnet, concernenti gli studi e le ricerche sull’integrazione europea.

L’esperienza dell’Erasmus non incoraggia soltanto l’apprendimento. Molti studenti si trovano a vivere per la prima volta in maniera indipendente, all’estero. Convivere con culture diverse, condividere l’appartamento e gestire autonomamente le proprie risorse, consente allo studente di responsabilizzarsi e crescere. Per questo, si parla di un vero e proprio fenomeno culturale, molto apprezzato dai giovani europei.

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