Vesuvio e Campi Flegrei: eruzione imminente? Ecco cosa sta accadendo

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Eruzione Campi Flegrei Vesuvio

Eruzione Campi Flegrei Vesuvio? Dopo le scosse delle ultime settimane lungo la caldera campana e la recente eruzione del vulcano sottomarino nell’arcipelago di Tonga, l’interesse sui vulcani nostrani si è notevolmente acceso. Molto più del Vesuvio, ciò che preoccupa maggiormente gli esperti sono i movimenti che stanno avvenendo all’interno della Solfatara.

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Eruzione Campi Flegrei Vesuvio: la situazione nel vesuviano

Eruzione Campi Flegrei VesuvioIl Vesuvio è uno strato-vulcano della regione Campania, situato nella provincia di Napoli. È alto 1.281 metri, con un cratere di 450 metri, e la sua ultima eruzione risale al 1944. Considerato uno dei vulcani più pericolosi al mondo, è anche quello più “abitato”. Alle sue pendici, infatti, vivono i numerosi cittadini dei Paesi Vesuviani. È noto anche per le sue eruzioni esplosive e distruttive, tra cui quella del 79 d.C. che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia.

L’ultimo studio a riguardo è stato condotto dal Politecnico di Zurigo, in Svizzera. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances. Francesca Forni, vulcanologa dell’Università degli Studi di Milano, ha così commentato la ricerca. “Sulla base del comportamento del Vesuvio, ipotizziamo che una futura eruzione Pliniana o Sub-Pliniana, che coinvolge magmi fonolitici, necessiterebbe di almeno un migliaio di anni di quiescenza. Ovviamente, non possiamo escludere che nel frattempo si possano verificare eruzioni più piccole a carico di magmi meno evoluti. Questi avrebbero comunque conseguenze devastanti su un territorio così densamente popolato”. 

Attualmente, lo stato del Vesuvio è su un livello verde. Significa, cioè, che non vi sono variazioni significative tali da preannunciare un’eruzione.

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Eruzione Campi Flegrei Vesuvio: storia della Solfatara

Eruzione Campi Flegrei Vesuvio

Diversa è la situazione dei Campi Flegrei, un vero e proprio super Vulcano in un’area che si estende a nord-ovest di Napoli. Le sue eruzioni più devastanti sono state quelle dell’Ignimbrite Campana (avvenuta 39.000 anni fa) e del Tufo Giallo Napoletano (risalente a 15.000 anni fa). L’ultima eruzione, invece, risale al 1538. In quell’occasione, nel giro di pochi giorni, si creò il Monte Nuovo ossia uno dei tanti crateri presenti in questa caldera.

A questa zona è legato anche un fenomeno del vulcanismo del tutto particolare: il bradisismo. Si tratta di un innalzamento e abbassamento anomalo del livello del suolo, causato dalle falde acquifere e dai movimenti magmatici sottostanti. L’ultima crisi bradisismica è avvenuta negli anni ’80. Il suolo, a seguito di molte scosse di terremoto, si alzò di 180 centimetri. Furono evacuati molti cittadini, soprattutto per la paura di un’imminente eruzione (non avvenuta).

Altra caratteristica è la presenza di fumarole nel cratere Sofatara dei Campi Flegrei. Qui vengono continuamente emessi gas e fluidi ad altissima temperatura e dal caratteristico odore di zolfo. Sono una continua dimostrazione dell’attività di questo supervulcano sempre attivo.

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Scosse in aumento nei Campi Flegrei: eruzione imminente?

Eruzione Campi Flegrei Vesuvio
Campi Flegrei visti dall’alto, immagine della NASA. Fonte: wikipedia.org

Eruzione Campi Flegrei Vesuvio – Dal 2013, il livello di allerta dei Campi Flegrei è stato spostato dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) da verde a giallo. Significa, cioè, che sono stati rilevati cambiamenti geofisici nel territorio circostante e alcune variazione dei flussi di gas. Effettivamente, da circa 10 anni il numero di scosse nella zona è aumentato in modo notevole. Soprattutto dall’inizio del 2022. La scossa più forte, che supera anche la maggiore della crisi degli anni ’80, risale a martedì 29 marzo. La magnitudo registrata è stata di 3.6 della scala Richter.

Nelle prime ore di lunedì 4 aprile, invece, sono state registrate altre due scosse. La prima è di 2.0 Richter, mentre la seconda 1.6 Richter. Lo sciame sismico è durato per tutta la giornata, fermandosi nelle prime ore serali. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, ha rassicurato tutti i cittadini con un post su Facebook. “Sono in corso le verifiche sul territorio da parte della Polizia municipale e dei volontari di Protezione Civile, ma non risultano al momento segnalazioni di danni. L’Amministrazione Comunale, insieme alla Protezione Civile del Comune di Pozzuoli, segue da vicino l’evolversi della sequenza sismica in atto e fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno”.

Per il momento, sembra scongiurato il pericolo di un’eruzione imminente, anche se non è del tutto escluso. Il territorio continua ad essere costantemente monitorato e la popolazione locale attivamente aggiornata.

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