Muoversi col pensiero, nasce l’esoscheletro robotico per i tetraplegici

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fonte foto: @wired

GRENOBLE (Francia) – I ricercatori dell’Università di Grenoble Alpes hanno messo a punto un esoscheletro robotico controllato con il pensiero. Il prototipo è stato testato grazie a un paziente volontario del centro di ricerca biomedica Clinatec, associato all’ospedale universitario. Il ventottenne tetraplegico è riuscito a muovere i primi passi con la forza della mente. Si aprono così nuovi scenari per la riabilitazione grazie alla robotica.

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Esoscheletro robotico, come funziona

Intelligenza Artificiale esoscheletroL’impianto è realizzato come una tuta robotica che controlla i quattro arti attraverso la mente di chi la indossa. L’esoscheletro robotico riceve i comandi mediante due piastre posizionate sopra la corteccia motoria. Si tratta di due impianti dotati di 64 elettrodi impiantati nella parte superiore del cervello. L’attività cerebrale del paziente trasmette via wireless i segnali a un computer che traduce il comando in movimento al robot.

Lo scopo è dare nuove possibilità alle persone che hanno subito traumi irreversibili perdendo l’uso degli arti. L’esperimento è stato censito sulla rivista scientifica Lancet Neurology. Nell’articolo, gli ideatori dell’esoscheletro robotico hanno spiegato i dettagli del loro lavoro durato circa due anni. Nonostante l’importante risultato c’è ancora da perfezionare. Infatti, in questa fase preliminare, l’esoscheletro è sostenuto a sua volta da una struttura per impedire all’uomo di cadere. L’obiettivo finale è quello di donare autonomia e piena libertà di movimento.

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Esoscheletro robotico: l’esperimento

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fonte ANSA

In questi due anni, l’intento è stato quello di testare la fattibilità di un esoscheletro guidato da segnali cerebrali impiantati con una tecnica semi-invasiva. Pertanto, grazie ai pazienti del centro Clinatec, si è ricercato il miglior candidato che rispettasse i criteri necessari.

Il primo tester è stato un giovane di 28 anni completamente paralizzato. Il ragazzo è divenuto tetraplegico dopo una caduta nel 2015, da 15 metri di altezza. Avendo una lesione del midollo spinale è risultato il profilo ideale. Il progetto è iniziato il 12 giugno 2017 quando il paziente ha cominciato ad allenarsi a comandare un avatar col pensiero. Gli impulsi elettrici del suo cervello sono stati tracciati fino a quando, lo scorso 21 luglio 2019, ha testato i movimenti indossando l’esoscheletro. “Mi sono sentito come il primo uomo sulla luna“, ha dichiarato il ragazzo emozionato.

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Il futuro dell’esoscheletro robotico

esoscheletroIl traguardo finale è quello di rendere l’esoscheletro pienamente autonomo, permettendo alle persone paralizzate di camminare liberamente in strada. Ecco perché sono scesi in campo molti esperti di traumi al midollo spinale. Si pensi che circa il 20% delle lesioni al midollo spinale cervicale provoca la tetraplegia. Nuovi studi sono improntati a come gestire questa condizione per migliorare la vita dei pazienti.

Intanto, il successo dell’esoscheletro è rappresentato anche da un altro fattore molto importante. Come detto, di fondamentale importanza sono i due registratori epidurali wireless bilaterali. Di fatti, gli elettrodi continuano a funzionare efficacemente dopo 27 mesi dall’impianto. In esperimenti precedenti, svolti da altri gruppi di ricerca, gli elettrodi smisero di funzionare poco dopo l’intervento. Probabilmente la principale causa fu che i sensori vennero impiantati troppo in profondità causando anche infezioni al paziente. In quest’esperimento, invece, le piastre sono state piazzate superficialmente e, a distanza di tempo, continuano a raccogliere gli impulsi cerebrali.

Un passo davvero significativo per la nuova medicina.

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