Estate di San Martino: storia e leggenda del vescovo cristiano

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L’11 novembre si celebra San Martino di Tours. Originario della Pannonia (l’odierna Ungheria), fu un vescovo cristiano nel IV secolo. La sua figura è tradizionalmente associata ad alcuni eventi che, tra storia e leggenda, affascinano devoti e non.

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San Martino e il suo mantello

San Martino
Foto da Wikipedia

Martino fu anche soldato tra le fila dell’esercito romano. Durante una delle sue ronde, nel rigido inverno del 335, scorse in strada un pover uomo infreddolito. Il soldato ebbe pietà del mendicante e della sua sofferenza: tagliò in due il suo mantello e glielo donò.

Questo episodio è il più famoso legato alla sua persona e uno dei più significativi per San Martino stesso. La notte seguente, infatti, incontrò in sogno Cristo, con indosso metà del suo mantello, che al risveglio trovò integro. Il sogno ebbe un forte impatto sull’uomo tanto che egli si convertì e si fece battezzare, diventando cristiano.

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L’estate di San Martino

San MartinoSecondo la leggenda, dopo il suo generoso gesto il cielo si schiarì e comparve un caldo sole. Per questo si parla di estate di San Martino quando nei primi giorni di novembre – ad autunno ormai inoltrato – arrivano tiepide e gradite giornate di sole e bel tempo. Nei paesi anglosassoni, l’estate di San Martino è invece detta Indian Summer (estate indiana). Il mito, in questo caso, sembra non troppo lontano dalla realtà. A causa dei cambiamenti climatici, infatti, non è raro che negli ultimi anni anche in periodi generalmente freddi e grigi splendano giornate terse e stranamente calde.

Secondo la tradizione, è in questi giorni che si aprono le botti per assaggiare il vino nuovo. Da qui deriva il detto “A San Martino ogni mosto è vino“.
Fare San Martino“, invece, vuol dire traslocare. In questo periodo, secoli fa, venivano rinnovati i contratti di affitto delle terre. Se i proprietari si rifiutavano di rinnovare il contratto al contadino, questi – con la sua famiglia – doveva andare via.

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