Europa e Castello di Cisterna insieme con l’On. Andrea Cozzolino

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CASTELLO DI CISTERNA – Venerdì 5 marzo, alle ore 18.00, presso il “Centro Parrocchiale San Nicola” si è tenuto il convegno “Europa: fondi europei ai comuni sotto i 50.000 abitanti″. (Leggi anche: Fondi europei: Castello di Cisterna incontra l’Europa) L’incontro, organizzato dall’avvocato Giovanni Calabrese e moderato dallo spin doctor Domenico Esposito, ha visto esperti ed esponenti delle Amministrazioni discutere sui Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR) In particolare dei finanziamenti europei destinati ai comuni sotto i 50.000 abitanti.

europaEuropa vicina alle piccole realtà con i FESR

Numeroso il pubblico accorso. Il dott. Aniello Rega, sindaco di Castello di Cisterna, e l’avvocato Antonio Carpino, sindaco di Marigliano, convengono sulla necessità di semplificare le procedure per accedere ai fondi europei, al fine di realizzare progetti in un tempo ridotto. Il dott. Antonio Puzone, europrogettista, evidenzia la vicinanza dell’Europa tramite uffici e rappresentanze su tutto il territorio italiano.
E ci ricorda la possibilità di formare gratuitamente una figura professionale dell’amministrazione specializzata nella presentazione dei progetti all’Europa. Figura che dovrebbe essere presente in tutti i comuni italiani.

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Parola all’On. Andrea Cozzolino, primo relatore italiano del regolamento sul Fondo di sviluppo regionale FESR e fondo coesione

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In foto l’On. Andrea Cozzolino e l’avv. Giovanni Calabrese

Importante l’intervento dell’On. Andrea Cozzolino, alla sua prima uscita pubblica dopo l’approvazione del regolamento. L’onorevole sottolinea l’importanza dei servizi pubblici europei per l’inclusione sociale e la democrazia.

Abbiamo anche chiesto all’Onorevole maggiori informazioni sul Fondo di sviluppo regionale FESR e fondo coesione, di cui è il primo italiano ad aver stilato il regolamento.

Onorevole Cozzolino, da poco è stata approvata al Parlamento europeo, con una larghissima maggioranza, la sua relazione sui fondi europei 2021-2027 per le regioni e la coesione. Il nuovo regolamento prevede semplificazione e concentrazione tematica. Quali sono i temi principali del regolamento?

Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione (FC) sono i maggiori strumenti d’investimento pubblico europeo per il periodo 2021-2027.

La politica regionale sostiene la creazione di posti di lavoro, la competitività tra imprese, la crescita economica. Ma anche lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini dell’Unione europea. I suoi investimenti, inoltre, contribuiscono anche all’attuazione di molti degli obiettivi della politica dell’Unione. Basti pensare ai traguardi da raggiungere in materia di istruzione, occupazione, energia, ambiente, mercato unico, ricerca e innovazione.

Ma i fondi di coesione continuano a mantenere una loro caratteristica unica e necessaria. Essi sono, e devono restare, concentrati nei paesi e nelle regioni in ritardo di sviluppo. L’obiettivo è che queste possano mettersi in pari, riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali tuttora esistenti nell’Unione.”

europaParticolare attenzione si dà ai comuni sotto i 50.000 abitanti per i quali si impiegheranno il 5% delle risorse comunitarie. Come possono questi comuni accedere ai fondi? E in quali attività possono utilizzarli?

La programmazione 2014-2020 ha introdotto, per la prima volta, una riserva finanziaria obbligatoria (pari al 5%) che tutti gli Stati Membri avevano l’obbligo di destinare a interventi nelle grandi aree metropolitane. Una svolta importante, nel tentativo di riavvicinare sempre più le politiche europee ai cittadini e ai territori. Sulla scorta di questa esperienza, per la prossima programmazione 2021-2027, come Parlamento non solo chiediamo di raddoppiare la dotazione per le grandi città, ma introduciamo una riserva esplicita (del 5%) per i piccoli centri, quelli rurali o montani e che soffrono difficoltà di accesso ai servizi di base.

Stiamo portando a livello europeo l’esperienza – tutta italiana – delle aree interne, quelle zone che soffrono spopolamento, perdita di servizi essenziali (scuola, sanità, trasporti) e nelle quali si annidano le sacche più pericolose di antieuropeismo.

“Sono queste le aree su cui dovremo intervenire. Bisogna coinvolgere le parti sociali, le organizzazioni della società civile e gli utenti stessi dei servizi in tutte le fasi: gestione, programmazione, monitoraggio e valutazione.”

Nel regolamento si parla di flessibilità e cofinanziamenti ai fondi strutturali. Cosa significa questo per gli investimenti pubblici?

“La clausola per gli investimenti consentirà agli Stati Membri di richiedere e concordare con la Commissione Europea, nel corso del dialogo sul semestre europeo, una flessibilità supplementare e specifica nelle regole del patto di stabilità e crescita, per cofinanziare progetti strategici finanziati con risorse europee, garantendo in questo modo la possibilità di raddoppiare l’investimento della quota ottenuta. Si tratta della prima volta in cui, nei regolamenti della politica di coesione, viene inserita una pronuncia che mette esplicitamente in discussione i dogmi e le rigidità della governance economica e che riconosce un ruolo essenziale alla politica di coesione come strumento di promozione di investimenti strategici. Una politica di coesione rinnovata e forte, dotata di risorse adeguate e liberata da tutte le zavorre – burocratiche e di bilancio – per rilanciare occupazione, crescita e sviluppo sostenibili ovunque in Europa.”

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