Dopo gli alpini a Rimini e le presunte molestie all’Eurovision: consigli su come difendersi

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Eurovision molestie – Settimana molesta. In Italia centinaia di molestie segnalate, non solo alle autorità ma anche tramite canali social e associazioni. A Rimini e Torino i casi più in vista della settimana. Ma sono centinaia i casi passati sotto silenzio. Vediamo cosa dice il diritto.

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Eurovision molestie: gli alpini di Rimini

eurovision molestieCome vi abbiamo già raccontato, gli alpini non si sono comportati propriamente da alpini. Dalle associazioni riminesi, oltre 250 le segnalazioni di molestie ai danni di donne e ragazzine. Vari i tentativi di abbordaggio, più o meno espliciti, accompagnati da fischi e commenti in pubblica strada. Anche richieste di rapporti a pagamento a molte donne. Anche a ragazze madri e giovanissime sotto i 18 anni.

Al silenzio di Figliuolo e alle smentite dell’Associazione Nazionale Alpini hanno fatto da contraltare le dichiarazioni di fuoco di Guerini. Non solo il ministro della difesa: anche il mondo dell’associazionismo militante e politico si è schierato. Non Una Di Meno ha spinto in maniera importante la denuncia dei fatti. Che non sono rimasti, infatti, inascoltati. Anche dal corpo degli alpini molta indignazione. Rilevante la lettera dell’alpino Michael Sommovigo sui canali della federazione dei giovani socialisti, citata prima da noi e poi riportata dall’Avanti! Online.

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Eurovision molestie: il party di inaugurazione a Torino

Ragazza gay violenza, processo ciro grillo, eurovision molestieMa se giornali e politici mettono in dubbio la fondatezza dei fatti di Rimini, cosa faranno con quelli di Torino? Già, perché anche dopo il party inaugurale dell’Eurovision Song Contest sono state segnalate ancora molestie. La fonte è sempre il collettivo Non Una Di Meno. Diverse le testimonianze delle volontarie in servizio.  E non solo persone comuni. Ad essere additati anche membri dello staff e artisti.

Dalle chat, mostrate dal Corriere della Sera, si legge di tutto. Tra i fumi dell’alcool, forse, si è consumato di tutto e di più. Ballerini stranieri dalle mani lunghe che palpavano sederi. Delegazioni che prendevano per la vita le volontarie. Un cantante in gara avrebbe cercato addirittura di baciare una ragazza con insistenza.

Il comune di Torino ovviamente smentisce tutto. Si parla di, al massimo, qualche commento sopra le righe per l’entusiasmo della festa. Anche altre donne presenti, come la giornalista ANSA Alessandra Aires, affermano di non aver visto nulla di anomalo. Il collettivo Non Una Di Meno, però, parla di censura. “Come spesso accade – dichiarano – la voce delle donne che vivono violenza viene silenziata e le loro esperienze non ascoltate”.

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Eurovision molestie: come difendersi in punta di diritto

pulizia covid-19 calabria autodichiarazione, concorso cancellieri esperti decreto legge pasqua, riforma giustizia processo penale, processo clan mascitelli reddito cittadinanza, cina magistrato robot, eurovision molestie, Dunque, come fare per essere tutelati? La molestia, anche a sfondo sessuale, è molto diffusa, e affligge sia donne che uomini. Ma il diritto ci tutela? Parrebbe di sì.

La molestia è infatti prevista e sanzionata dall’ordinamento giuridico, italiano e non solo. In Italia, in particolar modo, l’articolo 660 del codice penale sanziona chi reca disturbo e molestia ad altre persone “per petulanza o altro biasimevole motivo”, sia in luogo pubblico o aperto al pubblico che telefonicamente. La sanzione è dell’arresto fino a sei mesi e di un’ammenda fino a 516 euro.

Un po’ poco? Purtroppo il diritto è particolare. Quando infatti la molestia è a sfondo sessuale, l’ordinamento non sanziona come molestia, ma come vera e propria violenza sessuale. Infatti, spiega la Cassazione, che il “biasimevole motivo” integra il reato di violenza sessuale e non di molestia, quando il motivo è “soddisfare o eccitare il proprio istinto sessuale”. Le sanzioni elevate sono, indubbiamente, più alte.

Insomma, donne e uomini che vengano molestati sessualmente possono affidarsi al diritto. Che nasce per tutelare il più povero dal più ricco, il più debole dal più forte. Che non guarda al sesso delle persone, ma solo ai fatti provati. Il tutto per fare solo una cosa: mettere tutti sullo stesso piano.

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