Ex concorrente Eredità condannato per aver ucciso suo padre. Marco Eletti, 36 anni, noto per la sua partecipazione al quiz televisivo “L’Eredità” nel 2019, è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio premeditato del padre, Paolo Eletti. Colpevole anche del tentato omicidio della madre, Sabrina Guidetti. I fatti risalgono al 24 febbraio 2021. La vicenda si è svolta a San Martino in Rio, Reggio Emilia, dove Eletti ha ucciso il padre a martellate e ha cercato di eliminare la madre narcotizzandola con bignè riempiti di benzodiazepine e tagliandole i polsi. La Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha confermato la condanna a 24 anni e due mesi. Ribadendo quindi la premeditazione del delitto. La vicenda, che ha sconvolto l’opinione pubblica, è culminata con la confessione dell’imputato durante il processo, dopo un’iniziale negazione dei fatti.
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Ex concorrente Eredità condannato: i dettagli del crimine
Ex concorrente Eredità condannato. Il delitto di Marco Eletti è stato pianificato con freddezza. Le indagini hanno rivelato che, già mesi prima, il 36enne cercava online metodi per avvelenare i genitori. Il ragazzo era motivato da tensioni familiari legate a questioni patrimoniali. Ad aggravare tutto c’è stata la scoperta di una presunta doppia vita del padre. Quel 24 febbraio, Eletti si è recato a casa dei genitori con bignè avvelenati, che la madre ha mangiato, perdendo conoscenza. Il padre, rifiutando il dolce, è stato brutalmente ucciso con un martello. Successivamente, Eletti ha simulato un tentativo di suicidio della madre, tagliandole i polsi. La donna, trovata viva accanto al corpo del marito, è stata salvata in extremis. La confessione in aula, arrivata nel dicembre 2022, ha confermato le responsabilità dell’imputato.
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Un processo controverso e il ruolo della premeditazione
Il caso di Marco Eletti ha visto momenti di grande tensione giudiziaria. Inizialmente condannato a 24 anni in primo e secondo grado, la sentenza è stata annullata dalla Cassazione nel novembre 2024 per rivalutare la premeditazione. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la pena. Respinte dunque le richieste della difesa, che negava la pianificazione dell’omicidio del padre, e quelle dell’accusa, che puntava all’ergastolo. Un elemento chiave è stato l’esame del DNA, che ha rivelato che Paolo Eletti non era il padre biologico di Marco, facendo cadere l’aggravante del vincolo di parentela. I legali di Eletti hanno annunciato un nuovo ricorso in Cassazione, mantenendo viva la battaglia legale su una vicenda che continua a dividere.
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Il movente e l’eredità contesa
Alla base del delitto ci sarebbero stati contrasti familiari profondi. Secondo l’accusa, Marco Eletti era ossessionato dall’idea di ereditare subito la casa di famiglia, che i genitori non intendevano cedere. A questo si aggiunge la scoperta di una presunta doppia vita del padre, legata a un’identità di genere alternativa, che avrebbe alimentato tensioni. Eletti, descritto come un grafico con una passione per la scrittura di thriller, aveva costruito una vita apparentemente normale. Tuttavia le indagini hanno svelato un piano criminale studiato nei dettagli. La vicenda, oltre a segnare una tragedia familiare, ha sollevato interrogativi sulla pressione delle aspettative economiche e personali, lasciando un segno indelebile nella comunità di San Martino in Rio e nei telespettatori che ricordano Eletti come concorrente de “L’Eredità”.































