Dal 5 al 7 giugno a San Giorgio a Cremano è andata in scena la 19ª edizione del Fantasy Day, il Festival del Fantastico organizzato dall’Associazione Culturale Altanur. La manifestazione si è svolta nei meravigliosi spazi di Villa Bruno che per tre giorni si sono animati di pubblico e attività con tantissimi eventi dedicati a fumetti, serie tv, film, k-pop (con gli eventi gestiti dall’associazione KEET), giochi di ruolo dal vivo, disegno, animazione e tanti ospiti. Noi c’eravamo e vi raccontiamo com’è andata.
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Fantasy Day 2026 – I motivi di un successo
L’area di Villa Bruno, allo stesso tempo ampia ma ben raccolta, ha permesso a tutti gli eventi di avere il proprio spazio a pochi passi l’uno dall’altro. Se gli appuntamenti più strutturati hanno approfittato dell’interno della fonderia o della biblioteca, mentre l’arena ha visto un profluvio di musiche, tantissime attiva sportive e ludiche sono state organizzate nello spazio aperto che ha visto tarocchi, combattimenti con la spada, softair, competizioni ed esposizioni artistiche, vendita di gadget, area food e molto altro.
Gli eventi sono stati tutti partecipatissimi. In particolare la Fonderia è esplosa durante l’intervista a Flavio Aquilone (che è stato tempestato di domande dai fan) e durante la gara delle crew k-pop di sabato.
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Fantasy Day 2026 – Le dichiarazioni dei protagonisti
Ai nostri microfoni sono passati alcuni dei protagonisti del Fantasy Day 2026. Partiamo proprio dalle dichiarazioni di Flavio Aquilone, uno dei più importanti doppiatori italiani (la voce italiana di Draco Malfoy in Harry Potter, tanto per dirne una, o di Hughie Campbell in The Boys)
Flavio Aquilone: “Il doppiaggio è restituire”
Il doppiaggio non deve aggiungere ma deve restituire per far sì che non si senta la differenza tra l’originale è appunto la versione doppiata. Quindi è importante farlo bene.
Io sono molto soddisfatto delle occasioni che ho avuto; mi manca l’esperienza del principe Disney, magari un principe maturo. Io modulo la voce solo se richiesto dal personaggio, altrimenti rendi i personaggi l’uno dall’altro solo attraverso l’interpretazione. Il personaggio più difficile? Eddy Redmayne in The Danish Girl.
Il mio progetto più importante è stato doppiare Light, mi ha dato l’accesso a un pubblico che all’epoca era ancora per me poco conosciuto, è stato il mio battesimo negli anime (avevo 18 anni) dopo aver fatto cinema e serie tv. Non credo che l’IA sostituirà il doppiaggio. Forse sostituirà lo speakeraggio ma non l’adattamento, è troppo rischioso”
Soliptica: “Il Fantasy Day è il nostro posto del cuore”
Passiamo a Soliptica, associazione che da oltre 10 anni propone il gioco di ruolo dal vivo con ambientazione originale e incontri in tutta la Campania. A chiacchierare con noi, Paola Scotti.
Con chi ho l’onore di parlare e che cos’è Soliptica?
Sono Paola Scotti, consigliere alla comunicazione e alla promozione di Soliptica APS. La nostra associazione, come attività core, fa gioco di ruolo dal vivo. Pensiamo che il gioco di ruolo dal vivo sia un ottimo strumento per crescere insieme. È giocare, ma è un modo di giocare che ti consente di sperimentare te stesso e scoprire lati di te, proprio attraverso la finzione. Le nostre ambientazioni toccano diversi universi fantasy e noi cerchiamo di immaginarci nei panni di personaggi diversi. Vestire i panni di un altro consente di sperimentare il mondo con occhi differenti, con punti di vista differenti.
Come sta andando il Fantasy Day?
Il Fantasy Day per noi è un posto del cuore, perché veniamo qui da diversi anni, da quando era anche una fiera un po’ più piccola. Però siamo sempre stati presenti, perché l’accoglienza e gli utenti che incontriamo qui a Napoli sono sempre molto interessati. C’è un po’ più di distensione, sono belle giornate di sole e ci piace conoscere gente. La fiera è semplicemente molto bella ed è per noi, prima di tutto, un posto per incontrare persone.
Per chi volesse conoscere di più il mondo di Soliptica, come può farlo?
A parte le fiere dove ogni tanto ci affacciamo, come il Comicon e il Fantasy Day, noi organizziamo diversi eventi durante l’anno, che sponsorizziamo e promuoviamo attraverso le nostre piattaforme social. Siamo su Instagram, siamo su Facebook e abbiamo il sito web: soliptica.it.
Pino Cuozzo: “Gli eventi a tema K-Pop tra opportunità e criticità”

Infine chiacchieriamo con Pino Cuozzo, che con la sua Cup of Pino è ormai presenza fissa negli fiere del fumetto più importanti d’Italia.
Sei ormai una presenza fissa nei festival e negli eventi di fumetto più importanti d’Italia. Vuoi presentarti al nostro pubblico? Sei un personaggio poliedrico, ma una definizione precisa non c’è.
La domanda mi diverte e mi lusinga. Di base, in passato ero un content creator: gestivo community di fumetto americano e cinecomics. Poi mi sono fatto prendere la mano e ho iniziato a collaborare con varie fiere. Queste fiere mi hanno dato qualcosa di nuovo. Mi definisco un bridge, un ponte tra alcune personalità con cui ho avuto modo di lavorare in passato e le fiere ed eventi che cercano contenuti e ospiti da portare e da far esprimere nel modo migliore.
Cosa pensi del Fantasy Day di quest’anno? Puoi darci un’impressione complessiva, magari anche in confronto ad altre fiere dello stesso periodo?
Partiamo dal fatto che al Fantasy Day sono venuto più volte. È una cosa che ho detto anche agli organizzatori in prima persona ieri: ho visto un miglioramento strutturale. Inizio a vedere anche ospiti fuori dal classico cerchio delle fiere campane, che spesso tendono un po’ tutte ad assomigliarsi. Vedere un approccio nuovo, dovuto probabilmente anche al fatto che chiamino molti collaboratori esterni, aiuta a differenziarsi. A questo si aggiunge una location (Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, ndr) che per me è ottima.
Anche al Fantasy Day è presente un’area Asian, che si sdoppia in un’area K-Pop separata. Cosa pensi di questo fenomeno? Piaccia o meno, ha preso piede nelle fiere del fumetto e lo troviamo un po’ dappertutto.
Te ne parlo dal punto di vista di organizzatore di eventi. Chi lo fa si prende sicuramente il merito di riempire una scaletta per tante ore, ma si prende anche la difficoltà di gestire una cosa così. Devo ammettere che portano contenuto a una fiera, spalmato su tante ore, e non è una cosa facile. Molte volte il problema di chi fa le fiere è riempire il palco. Portare il K-Pop in fiere di questo tipo è un po’ una stortura dal punto di vista contenutistico, ma è sicuramente un aiuto per fare community e avvicinare tanti giovani che seguono quella tendenza, quella musica. E risponde alla grande domanda: per tutte quelle ore, come riempiamo il palco?









































