In Unione Europea dopo larve e locuste sarà possibile mangiare anche i grilli

0
608
Farina grillo Ue

Farina grillo Ue: l’Unione Europea ha dato parere positivo sull’introduzione della farina proveniente dallo sbriciolamento dei grilli. Si tratta della polvere sgrassata di Acheta domesticus. L’Unione Europea ha dato il via libera alla circolazione nel mercato europeo di questo particolare tipo di farina. Sarà possibile utilizzare la polvere per preparare diversi alimenti come pizza, pasta e cracker.

Ti consigliamo come approfondimento-Barilla propone gli insetti nella pasta: il web si infuria, ma era uno scherzo!

Farina grillo Ue: altro cibo del futuro?

Dopo insetti di vario genere in Europa sarà possibile mangiare anche i grilli. Sta per arrivare sulle nostre tavole l’Acheta domesticus, l’innocuo grillo domestico. L’Unione Europea ha dato il via libera al suo commercio sotto forma di polvere parzialmente sgrassata.La Commissione chiese l’8 luglio 2020, all’Autorità europea per la sicurezza alimentare di effettuare una valutazione in merito. Il 23 marzo 2022 l’Efsa ha adottato un parere scientifico sulla sicurezza della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus come nuovo alimento. Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale comunitaria. La data prevista per l’introduzione nei mercati è il 24 gennaio 2023. Solo la società Cricket One Co. Ltd è autorizzata a immettere sul mercato dell’Unione il nuovo alimento. Ovviamente anche altre aziende potranno richiedere l’autorizzazione di poter utilizzare tale alimento. In tal caso sarà necessaria l’autorizzazione della Commissione.

Ti consigliamo come approfondimento-In Veneto sarà possibile allevare e mangiare insetti. Grande passo avanti?

Farina grillo Ue: in quali alimenti sarà presente

Farina Vermi approvataDunque, l’Unione europea ha approvato l’utilizzo di questa polvere in vari alimenti, tra cui pane, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei biscotti. Sarà presente anche nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse. Ancora la potremo trovare nei piatti a base di leguminose e di verdure. Sarà presente nella pizza e nei prodotti a base di pasta. Potrà essere presente anche nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre o anche nelle bevande tipo birra. O presenti anche nei prodotti a base di cioccolato, negli snack diversi dalle patatine. O ancora la si potrà trovare nei preparati a base di carne, destinati alla popolazione in generale. La commercializzazione di insetti a scopo alimentare è resa possibile in Europa dall’entrata in vigore dal primo gennaio 2018 del regolamento Ue sui “novel food”.

La norma in questione permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da Paesi terzi. Al momento la Ue ha già autorizzato per la vendita, come cibo da portare in tavola altri insetti oltre ai grilli domestici. Infatti, è possibile consumare la larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e la Locusta migratoria.

Ti consigliamo come approfondimento-Farina vermi approvata dall’UE: insetti in arrivo sulle tavole degli italiani?

Farina grillo Ue: il parere degli italiani

Dalla pagina Facebook della Coldiretti Nazionale

Sulla vicenda è intervenuta la Coldiretti: “La grande maggioranza degli italiani non porterebbe mai a tavola gli insetti, considerati estranei alla cultura alimentare nazionale”. In un’indagine Coldiretti/Ixe si legge: “il 54% degli italiani sono proprio contrari agli insetti a tavola. Mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli il 16% e non risponde il 6%”. Sulla stessa linea è anche Filiera Italia. Infatti, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia ha dichiarato: “Mangi pure gli insetti chi ha voglia di esotico. È un gioco in malafede promuoverli per una dieta sostenibile in alternativa alla nostra”. Una scelta azzardata se non addirittura pericolosa, invece, per il vice presidente della Commissione Ambiente della Camera, Francesco Battistoni. Questi ha dichiarato: “La stessa Commissione si è riservata di svolgere ulteriori analisi e approfondimenti. Non sono chiarissimi i possibili rischi legati ad eventuali effetti avversi nutrizionali contenuti nel nuovo alimento”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

5 − cinque =