Fase 2: aperture anticipate per bar, ristoranti e parrucchieri? Conte fa chiarezza

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nuovo dpcm, giuseppe conte

Continua la cosiddetta fase 2 tra polemiche, ritardi e voglia di ritornare almeno a una apparente normalità che per molti lavoratori significherebbe uscire dalla crisi. Tra le categorie che maggiormente hanno fatto i conti con la “serrata” della fase 1, troviamo bar, ristoranti parrucchieri che adesso premono per aprire e concedere anche solo una boccata d’aria a una situazione che si è fatta insostenibile. Diverse regioni sono dalla parte di questi lavoratori, ma il governo sembrava irremovibile nel non cambiare la data di riapertura anticipata. Finché qualcosa è cambiato, e a dirlo è stato proprio il presidente Giuseppe Conte.

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Fase 2: le decisioni del Governo

Ma facciamo un po’ d’ordine: il Governo ha disciplinato la fase 2 con il Dpcm 26 aprile 2020. Questo Dpcm ha chiarito la data d’inizio della fase, cominciata quindi ufficialmente dal 4 maggio. Da questa data, tutte le attività produttive hanno avuto le loro indicazioni; altresì è stata fatta chiarezza sul modo di ottenere possibili bonus e incentivi. Una parte fondamentale delle scelte governative è stata dedicata, giustamente, alle attività lavorative. Al momento bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, parrucchieri e centri estetici potranno ripartire soltanto da lunedì 1 giugno. Alla ristorazione per la fase 2 è permesso l’asporto, severamente disciplinato. Permesso, ma ovviamente non obbligato: ogni locale si sta regolando di per sé per quanto riguarda questo tipo di servizio. Ma è ovvio che asporto e consegna a domicilio coprano solo una piccola parte dei costi affrontati.

Fase 2: c’è chi preme per le riaperture anticipate

fase 2Diverse regioni hanno tentato di regolare le aperture anticipate soprattutto per i servizi di ristorazione. Ultime nella lista sono state l’Umbria e la Puglia. Entrambe hanno presentato al Governo il proprio piano regionale di riapertura anticipata. Per essere precisi, la Puglia aveva mirato alla data del 18 maggio, l’Umbria addirittura dell’11 maggio. I giornali avevano già dato come ufficiali le nuove date, ma è arrivata la doccia fredda del Governo. Infatti Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, ha scritto a Stefano Bonaccini – in veste di presidente della Conferenza delle Regioni – spiegandogli che il comitato tecnico scientifico nazionale e l’Inail non hanno ancora predisposto i protocolli per la sicurezza sul lavoro idonei per le riaperture di quei servizi. La situazione resta in continuo aggiornamento, ma Giuseppe Conte ha tenuto a rassicurare i lavoratori.

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Fase 2: le parole di Conte sulla riapertura anticipata

conte mes decretoIn una intervista al Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio ha cercato di tranquillizzare gli Italiani. Si è infatti mostrato possibilista sul turismo (“la bellezza dell’Italia non resterà in quarantena“) e ha rilasciato parole molto chiare sulle riaperture:

Stiamo raccogliendo i dati dell’ultimo monitoraggio e con gli esperti stiamo definendo regole chiare sulla sicurezza per lavoratori e clienti. Se sul piano epidemiologico la situazione rimarrà sotto controllo, potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni. L’importante è procedere sulla base di monitoraggi puntuali, perché per le imprudenze pagheremmo costi enormi“.

Intanto anche la Liguria sta facendo pressing sul Governo per le riaperture anticipate. La situazione è ancora in divenire, ma la sensazione è che presto avremo risposte certe.

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