A sei anni vide IT per caso. Rimase turbata, certo, ma qualcosa dentro di lei si accese. Quella paura infantile diventò curiosità, poi passione.
Oggi Federica Vincenzi ha trasformato quel brivido in un linguaggio personale, visivo, narrativo e magnetico. Nei suoi video, la paura non spaventa — affascina. Il trucco non serve solo a cambiare volto, ma a raccontare una storia. È il modo in cui Federica dà forma alle emozioni più nascoste.
Federica Vincenzi, dalle prime trasformazioni su YouTube al mondo di TikTok
Prima che TikTok esistesse, Federica Vincenzi sperimentava già con il make-up su YouTube insieme alla sorella. I suoi video di trasformazione — ancora online — erano il preludio di ciò che sarebbe diventata: una storyteller visiva capace di unire estetica e racconto.
Col tempo, però, ha sentito che non bastava. Il beauty doveva fondersi con qualcosa di più profondo, e così è nata la sua nuova identità digitale: una voce che unisce la creatività del trucco al mistero dell’ignoto.
Halloween, la stagione in cui tutto prende vita
Per Federica Vincenzi, Halloween non è un evento, è un’attitudine.
È il momento in cui il suo mondo prende forma, fatto di colori estremi, ombre, cicatrici disegnate e dettagli minuziosi. Ogni creazione è un piccolo racconto visivo, una trasformazione che lascia intravedere il lato oscuro della fantasia.
Il suo talento non sta solo nella tecnica, ma nella capacità di evocare un’atmosfera. Guardare i suoi video significa entrare in una storia dove la paura è bellezza pura.
Un fenomeno da milioni di like
Oggi il profilo TikTok di Federica Vincenzi supera i 450 mila follower e sfiora gli 8 milioni di like.
I suoi video — un mix di crime stories, casi irrisolti, leggende e complotti — tengono incollati gli utenti allo schermo. Mentre si trucca, racconta con voce sicura e ritmo perfetto storie che fanno venire i brividi. Il segreto del suo successo sta proprio lì: nell’equilibrio tra parola e immagine, tra realtà e finzione.
Ogni video è un piccolo viaggio nel mistero, raccontato con passione, ironia e un tocco di rossetto scuro.




























