Femtech: luci e ombre delle app per la salute femminile

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Femtech Rete veloce

La parola Femtech fu utilizzata per la prima volta da Ida Tin, l’imprenditrice danese ideatrice dell’app Clue. Il termine deriva dall’espressione feminine technology. Si tratta di app e strumenti fisici che monitorano il ciclo mestruale, l’ovulazione, la gravidanza e, più in generale, la salute femminile.

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Femtech: i vantaggi…

FemtechLa Femtech è un segmento della più ampia eHealth, ovvero la possibilità di sfruttare la tecnologia per soluzioni di tipo medico-sanitario. Oltre a una vasta gamma di app, il settore prevede:

  • piccoli device medici con connessione a Internet;
  • dispositivi indossabili connessi alle rispettive app;
  • tamponi smart;
  • giocattoli sessuali di ultima generazione.

Una fetta di mercato che frutta diverse centinaia di miliardi di dollari. Accanto alla versioni gratuite, infatti, esistono app a pagamento, con funzioni speciali. Si pensi, ad esempio, a consigli sulla gravidanza, un consulto medico o la prenotazione di visite ed esami diagnostici.

Uno dei pregi della Femtech è quello di reintrodurre la sessualità nel quotidiano. Le amiche parlano delle app che utilizzano, si consigliano e si confrontano. Attraverso il dialogo continuo, la sessualità smette di essere un tabù. Inoltre, monitorare con semplicità il proprio ciclo mestruale aiuta a familiarizzare col proprio corpo.

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… e gli svantaggi

FemtechGli strumenti del mondo Femtech, però, non devono mai sostituirsi al medico. L’eccessiva fiducia riposta nelle app che tracciano ciclo e fertilità può essere dannosa. È questo il caso che vede protagonista l’app Natural Cycles, inventata per monitorare la fertilità. In una cittadina svedese, in tre mesi si sono registrate più di 30 gravidanze indesiderate tra le donne che utilizzavano l’app.

Molte applicazioni, poi, utilizzano algoritmi che tengono conto della durata standard di un ciclo mestruale o della sintomatologia più comune legata alla sindrome premestruale, ignorando il fatto che, in molte donne, per i fattori più diversi, questo standard non sia rispettato.

Inoltre, gli esperti parlano di sorveglianza mestruale. Le app e i device anticoncezionali registrano una grande quantità di informazioni personali. La preoccupazione è che tali dati biometrici vengano utilizzati per scopi diversi da quelli per cui sono raccolti (specie se all’insaputa dell’utente).

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Il dubbio è che le informazioni raccolte possano essere elaborate e vendute a terzi. Secondo un’inchiesta del Washington Post, alcune aziende sarebbero disposte ad acquistare i dati che le loro dipendenti forniscono a queste app. Lo scopo è quello di monitorare il loro stato di salute (gravidanze a rischio, menopausa, tentativi di avere un figlio) e agire di conseguenza. Potrebbero, in tal modo, intervenire sui costi e/o benefici della copertura sanitaria, nei fatti legando la carriera della loro dipendente allo stato di salute riscontrato.

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