Ferdinando Gueli: “Così l’Italia e le aziende italiane crescono in Corea del Sud tra tecnologia, moda e cultura”

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ferdinando gueli

Italia e Corea del Sud condividono molto più di quanto si pensi. Oltre al dinamismo economico, sono accomunate da una profonda vocazione alla cultura, al design, alla moda, al cibo e alla creatività. Ne abbiamo parlato con Ferdinando Gueli, direttore dell’ITA – Italian Trade Agency – in Corea del Sud, in prima linea nel promuovere le eccellenze italiane in uno dei mercati più sofisticati e innovativi dell’Asia.

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Intervista a Ferdinando Gueli, direttore dell’ITA a Seul

ferdinando gueliDirettore Gueli, qual è il ruolo principale dell’ITA in Corea del Sud e quali sono le sue priorità attuali?

«La nostra missione è supportare le imprese italiane nell’internazionalizzazione. L’ufficio di Seul, attivo dal 1979, presidia un mercato fondamentale in Asia, dove il Made in Italy gode di un’ottima reputazione, soprattutto nei settori moda, lusso, food e beni di consumo».

Quali sono attualmente i settori più promettenti per le esportazioni italiane in Corea del Sud?

«Oltre ai settori tradizionali, vediamo crescere fortemente l’interesse per l’aerospazio, l’intelligenza artificiale applicata alla mobilità, la sostenibilità ambientale e le tecnologie medicali. Anche la robotica e l’automazione industriale offrono opportunità concrete. Nonostante la concorrenza locale, l’Italia può inserirsi con soluzioni innovative in questi ambiti e la manifattura coreana, ancora molto forte, offre spazi per collaborazioni nei processi produttivi avanzati. Inoltre, nel settore aerospaziale: la Corea sta costruendo da zero la propria filiera, aprendo così ampie possibilità di cooperazione con le eccellenze italiane».

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Ferdinando Gueli: con l’ITA focus sul Business Forum

ferdinando gueliCi può parlare di qualche progetto recente o in corso particolarmente significativo per la promozione dell’Italia in Corea?

Proprio per favorire la collaborazione nei settori citati prima e per rafforzare le relazioni economiche bilaterali, una delle iniziative chiave promosse dall’ITA è il Business Forum che si terrà il prossimo 5 settembre a Seul. «Il Forum è pensato per mettere in contatto aziende, istituzioni e soggetti attivi nell’innovazione tecnologica dei due Paesi, favorendo collaborazioni concrete e investimenti reciproci. L’obiettivo è affermare il Made in Italy anche nei settori più innovativi. Attraverso workshop, incontri B2B e tavole rotonde tematiche, l’obiettivo è creare un ecosistema favorevole allo sviluppo di nuove sinergie industriali tra imprese italiane e coreane».

Parlando, invece, dell’asse audiovisivo Italia-Corea? Visto che in questo momento la Korean Wave sta spopolando in tutto il mondo. C’è qualche evento in programma?

«Abbiamo iniziato nel 2023 con una missione esplorativa che ha portato all’apertura di dialoghi con produttori, distributori e broadcaster. Sempre a settembre, in occasione del “Busan International Film Festival”, daremo vita alla seconda edizione del Padiglione Italia all’Asian Contents & Film Market. L’idea è facilitare soprattutto lo sviluppo di co-produzioni e contenuti congiunti tra i due paesi: noi abbiamo competenze artistiche e tecniche e location straordinarie, loro capitali e capacità organizzativa. Il cinema e le serie tv coreane trasformano le location in mete turistiche. Un piccolo villaggio svizzero è diventato meta fissa per i turisti coreani. Pensiamo a cosa potrebbe accadere con la Sicilia, Roma o Venezia».

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Ferdinando Gueli: Le opportunità del mercato coreano

Italian Fashion Days in Korea 2025; ferdinando gueliQuali sono le principali difficoltà che una PMI italiana incontra quando cerca di entrare nel mercato coreano?

«La prima è strutturale: il sistema distributivo è dominato da grandi conglomerati, quindi è difficile per una piccola impresa trovare spazio. Serve un buon partner locale. La seconda è culturale: la distanza nei modi di fare business è significativa, ma si può colmare. Però c’è una passione autentica per l’Italia. Non è solo moda o cucina, è un amore per il nostro stile di vita e questo apre possibilità enormi».

Ci racconta una giornata tipo del Direttore ITA in un contesto così dinamico come quello sudcoreano?

«La Corea è un Paese dai ritmi intensi: qui si corre, letteralmente, ma grazie al mio team preparato posso dedicarmi anche alla strategia. È un lavoro impegnativo e stimolante, in una città ben organizzata, con una qualità della vita sorprendentemente alta».

C’è un messaggio che vorrebbe lasciare ai giovani italiani che desiderano lavorare in contesti internazionali come quello coreano?

«Seguite i vostri sogni, ma con realismo, pazienza e determinazione. La Corea ha una fortissima etica del lavoro: chi è disposto a mettersi in gioco con umiltà, può trovare grandi opportunità. Ma bisogna essere preparati a costruire con costanza, senza farsi troppe illusioni».