Fine pandemia Covid: quando e come avverrà? Ce lo dice la storia

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Fine pandemia Covid

Fine pandemia Covid? Secondo il New York Times, grazie all’aiuto degli esperti e della storia, possiamo capire quando e come avverrà. Gli studiosi hanno distinto una fine medico-scientifica e una fine sociale. La differenza sta nell’analisi dei grafici e delle curve e nella percezione della paura da parte della popolazione.

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Fine pandemia Covid: il comportamento delle persone può influire?

Fine Pandemia CovidPrima del Covid-19, nella storia dell’umanità ci sono state altre pandemie. Ne sono un esempio l’influenza spagnola all’inizio del ‘900, il vaiolo nel ‘700 o la peste nera del ‘300. La “peste di Giustiniano” potrebbe aver contribuito alla fine dell’impero bizantino e al successivo inizio del Medioevo. Per debellare il vaiolo è stato creato il primo vaccino. Con la peste nera si è scoperto che è possibile che un virus faccia il salto di specie dall’animale all’uomo.

Al termine di una grande pandemia, i luoghi in cui si è manifestata possono subire forti cambiamenti. Anche in mancanza della notizia ufficiale della fine dell’emergenza da parte della comunità scientifica, a un certo punto le persone svilupperebbero un senso di stanchezza e un forte desiderio di riprendere la loro quotidianità. Ciò porterebbe a percepire meno la paura e a vivere come se la pandemia fosse davvero finita, anche se il virus è ancora in circolo. In questo caso, si parla di “fine sociale”Le persone considerano inconsciamente terminata una pandemia quando:

  • Hanno già contratto il virus e pensano di non potersi più ammalare;
  • Non hanno avuto casi di decessi tra persone care;
  • Sono esasperati dalla permanenza del virus e dalle restrizioni sulla vita quotidiana.

In questo caso, la fine sociale assume un’accezione negativa. Infatti, il comportamento delle persone può influire in modo negativo sull’andamento della curva

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Fine pandemia Covid: ecco perchè potrebbe tardare

Fine Pandemia CovidDallo studio delle precedenti pandemie, è emerso che le persone hanno percezione del pericolo in base a:

  • Progresso delle cure mediche;
  • Numero ed età dei deceduti;
  • Comunicazione mediatica.

In merito al primo punto, come ha spiegato in un’intervista ad Huffington Post il prof. Gilberto Corbellini  – docente ordinario di Storia della medicina presso l’Università Sapienza di Roma -, “se il Covid-19 avesse fatto il suo salto di specie nel 1920, non se ne sarebbe accorto nessuno perché la terapia intensiva non c’era. Le persone di 75 anni e oltre, con patologie pregresse, sarebbero morte e basta”.  

Per quanto riguarda il numero e l’età dei deceduti, il professore ha riportato l’esempio della pandemia russa nel 1889dell’influenza spagnola. Nel primo caso, il virus uccise 1 milione di persone, in prevalenza bambini e anziani. Ciò non generò paura nelle persone poiché entrambe le categoria erano molto esposte. Nel secondo caso, invece, il virus uccise maggiormente persone di 25-30 anni, spaventando la popolazione.

Per quanto riguarda il Covid-19, a detta del docente, “è stato il virus più mediatizzato della storia della medicina”. Inizialmente, l’eco mediatica ha alimentato la paura collettiva. Tuttavia, le persone esasperate dal disagio economico e dalle continue restrizioni, innescano un meccanismo di rifiuto della malattia. Di pari passo, si tende anche a essere ottimisti pensando che tutto finirà quanto prima e che il pericolo è scampato. In entrambi i casi, la minimizzazione del rischio può comportare un impennata della curva dei contagi. In questa prospettiva, si allontana sempre più il giorno in cui si potrà finalmente leggere “Fine pandemia Covid”.

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Fine pandemia Covid: la scienza ha l’ultima parola

Fine Pandemia CovidFine pandemia Covid? Il verdetto spetta al mondo scientifico. Esistono vari scenari possibili per decretare la “fine medico-scientifica” o il lento degrado di una pandemia. La prima ipotesi riguarda l’immunità di gregge, con la quale l’uomo può sviluppare gli anticorpi in maniera naturale con un contagio su larga scala.

L’alternativa è vaccino. C’è poi la possibilità che il virus diventi endemico, restando nella società senza conseguenze catastrofiche. In ultimo, esiste la probabilità che il virus sparisca da solo, dopo una totale discesa di contagi e decessi.

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