Il viaggio della Global Sumud Flotilla non si arresta, la delegazione umanitaria è ripartita da Creta verso Gaza dopo le ultime defezioni e un guasto alla nave principale. Il governo italiano intima di “non forzate il blocco israeliano”.
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Ripartenza dopo difficoltà e defezioni
Il 27 settembre la Global Sumud Flotilla ha lasciato Creta alla volta della Striscia di Gaza nonostante le criticità delle ultime ore. Alcune imbarcazioni hanno riportato guasti, in particolare la nave Family Boat, che ha dovuto abbandonare la rotta principale per problemi al motore, costringendo gli attivisti a ridistribuire membri su altre navi. Inoltre, venti partecipanti, tra i quali alcuni italiani, hanno deciso di lasciare la missione per ragioni personali o sotto pressioni politiche. Nonostante tutto, gli organizzatori hanno confermato la determinazione a proseguire, evitando la rotta orientale di Creta per sfuggire a condizioni meteorologiche avverse.
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Tensioni politiche, diplomazia e avvertimenti
Parallelamente alla ripartenza della flottiglia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avvertito gli organizzatori di non “forzare il blocco israeliano”, giudicandolo potenzialmente pericoloso per la vita dei partecipanti. La portavoce italiana Maria Elena Delia tornerà a Roma per mediazioni politiche con le istituzioni italiane e intende presentare l’idea di un corridoio umanitario permanente via mare.





























