Oggi come oggi, la scelta dell’istruzione secondaria e i conseguenti collegamenti con gli sbocchi lavorativi e il futuro di ogni studente assumono un’importanza sempre più centrale nella crescita di una comunità e di un’intera nazione. Per questo l’Istituto Scolastico Fondazione Doria, ad Angri, da anni offre a tutti i suoi iscritti non solo un’istruzione di qualità per scuola superiore e università, ma anche la possibilità di ottenere certificazioni fondamentali per entrare nel mondo del lavoro e di frequentare corsi di formazione regionali nelle più svariate discipline.
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Fondazione Doria, l’istruzione al primo posto
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Fondazione Doria, l’intervista a Luigi Lombardi

Abbiamo rivolto alcune domande a Luigi Lombardi, che per l’istituto Fondazione Doria si occupa della gestione dei rapporti internazionali.
Qual è la missione principale della Fondazione Doria di Angri oggi?
Se dovessi sintetizzare in un unico concetto la nostra identità, direi senza esitazione: l’alta formazione. Oggi l’Italia è purtroppo satura di percorsi formativi di basso livello. Sempre più spesso troviamo personale non qualificato in contesti nei quali questo è pressoché inaccettabile. La Fondazione Doria nasce anche per contrastare questa tendenza. Il nostro obiettivo è rifocillare le aziende con professionisti preparati, competenti, consapevoli del proprio ruolo siano essi dipendenti, dirigenti o figure specializzate e restituire ai consumatori esperienze di livello superiore.
Vogliamo riportare al centro l’idea che la formazione non sia un semplice “pezzo di carta”, ma un passaggio fondamentale per accrescere il valore umano e professionale delle persone e per garantire servizi realmente qualificati.
In che modo lei contribuisce personalmente alle attività della fondazione?
Personalmente mi occupo della creazione e della cura dei rapporti internazionali della Fondazione Doria, con l’obiettivo di esportare la nostra eccellenza formativa in diversi territori del mondo. Ad oggi, la Fondazione vanta collaborazioni e accordi attivi con Cina, Pakistan, Emirati Arabi Uniti, Repubblica Dominicana e Ghana.
L’espansione internazionale rappresenta per noi un motivo di grande prestigio. Sempre più aziende, realtà imprenditoriali e persino istituzioni nazionali riconoscono il valore strategico dell’alta formazione e scelgono Fondazione Doria come sinonimo di eccellenza, affidabilità e professionalità. Questo processo non è soltanto una crescita geografica, ma una crescita di reputazione e responsabilità.
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Qual è il progetto di cui siete più orgogliosi in questo momento?
Attualmente il progetto di cui siamo più orgogliosi è “Doria for Pakistan”. Si tratta di un’iniziativa ampia e strutturata che coinvolge quasi tutte le nostre aree di competenza: istruzione, formazione professionale e APL (Agenzia per il Lavoro), ambito nel quale Fondazione Doria è riconosciuta e accreditata a livello nazionale.
È un accordo di dimensioni significative, al quale hanno aderito istituzioni di alto profilo sia pakistane sia italiane presenti in Pakistan. Non è soltanto un progetto operativo, ma una visione di cooperazione internazionale che unisce formazione, inserimento lavorativo e sviluppo territoriale.
È un’iniziativa che sentiamo profondamente nostra e che auspichiamo possa diventare un modello replicabile anche in altri Paesi.
Quanto è importante partecipare a eventi come il Koreame Party per la vostra visibilità?
Siamo realisti: oggi la visibilità per un’azienda è fondamentale. Un evento come il Koreame Party a Sanremo rappresenta un terreno fertile nel quale i semi che piantiamo possono trasformarsi in opportunità concrete. Per una realtà come la Fondazione Doria, fortemente orientata alla formazione internazionale, partecipare a eventi di questo tipo è strategico. Sono occasioni preziose per conoscere nuove realtà, condividere esperienze, creare connessioni e — perché no — gettare le basi per collaborazioni future.
Al di là dell’aspetto professionale, è stato anche un piacere vivere un evento organizzato con passione e impegno, elementi che rispecchiano valori nei quali ci riconosciamo pienamente.
Che messaggio vorrebbe lasciare ai giovani che vogliono impegnarsi nel sociale e nella cultura?
Studiate per essere competenti, vivete per agire e non abbiate paura di sbagliare: l’errore è uno dei maestri più severi, ma anche più efficaci. Nessuno ha mai imparato a correre senza prima aver imparato a stare in piedi. Fate, osate, costruite. Sempre con coraggio e responsabilità.




























