Fondi Ue, Bruxelles avverte l’Italia: “Più investimenti al Sud, altrimenti…”

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La questione Sud sembra finalmente essere uscita dai confini nazionali per approdare in ambito europeo. È quanto ha chiarito poche settimane fa la Commissione Europea. In una lettera inviata al governo nei giorni scorsi, indica “le cifre più che preoccupanti sugli investimenti al Sud. Sono in calo e non rispettano i livelli previsti per non violare la regola Ue dell’addizionalità”. Per questo motivo, se non verrà mantenuto un adeguato livello d’investimenti pubblici nel Mezzogiorno, l’Italia rischia un taglio dei fondi Ue, che a oggi ammontano a circa 44 miliardi di euro, compresi i fondi destinati all’agricoltura e alle aree rurali.

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Fondi Ue: il Sud dimenticato fa rumore anche in Europa

corpo europeo fondiIl richiamo si è reso necessario perché gli investimenti pubblici con risorse nazionali effettuati nelle regioni del Mezzogiorno sono di circa il 20% inferiori rispetto agli impegni che l’Italia ha assunto con l’Unione europea. Tutto ciò rischia di vanificare l’efficacia della politica di coesione e dei fondi strutturali Ue.

Il direttore generale per la Politica regionale della Commissione Ue, Marc Lemaitre a tal proposito è stato molto chiaro. “Gli sforzi europei fatti attraverso il bilancio comunitario sono stati neutralizzati dai tagli agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno. Questo è legato anche alla capacità amministrativa. Ma siamo certi che con un’attenzione adeguata dedicata a questo campo potrebbero esserci molti investimenti pubblici in più al Sud. E allora, forse, cominceremmo a fare la differenza“.

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Gli accordi tra Ue e Italia

no deal hard brexit europaL’impegno contenuto nell’accordo di partenariato siglato dall’Italia e da Bruxelles per il 2014-2016 era d’investire al Sud risorse pubbliche pari allo 0,47% del Pil del Mezzogiorno; mentre la lettera della Commissione indica che i dati parlano dello 0,40%. Anche se minima, la differenza di 0,07 punti percentuali equivale a circa il 20% in meno di risorse pubbliche spese sul territorio. E la tendenza per i prossimi anni non fa ben sperare.

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Burocrazia freno degli investimenti?

Europa fondiTra i tanti fattori che hanno rappresentato un freno agli investimenti nel Meridione, c’è sicuramente quello dell’eccessiva burocrazia. È ciò che pensa anche il vicepresidente e assessore all’economia della Regione Sicilia, Gaetano Armao. A margine della plenaria del Comitato europeo delle Regioni afferma: “Gli investimenti al Sud vanno accompagnati da misure di semplificazione e snellimento delle procedure burocratiche. C’è un problema di eccessiva farraginosità e un’esigenza assoluta di semplificare le procedure di spesa“.

A ogni modo, per scongiurare il pericolo tagli, il neo ministro per il Sud e la coesione territorialeGiuseppe Provenzano, si dice pronto a rispondere a Bruxelles con una riprogrammazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione. “Tagliando laddove mancano progetti e finanziando interventi su scuole, manutenzione straordinaria delle città e della viabilità secondaria e green new deal. La vera sfida è rafforzare la capacità amministrativa di regioni ed enti locali. Per cui stiamo immaginando un protocollo e procedure standard per accelerare la realizzazione degli investimenti“.

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