Fondo pensione: è possibile riavere i soldi indietro? Ecco quando è possibile

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fondo pensione

Quando si sottoscrive un fondo pensione, in molti pensano che sia più possibile riavere indietro i soldi che sono stati versati. La legge italiana parla chiaro e ci sono dei casi in cui consente di chiedere una parte indietro – continuando ad aderire – oppure di uscirne definitivamente.

Per aderire ad un fondo pensione ed avere una panoramica su tutte le possibilità future, rivolgersi a soli professionisti del settore come Propensione, in grado di rispondere a tutte le domande.

Scopriamo insieme tutti i dettagli in merito a queste due possibilità e come avviare la richiesta.

Anticipazione fondo pensione: è possibile?

Quando si aderisce a un fondo pensione, ci sono dei casi in cui si potrebbe aver necessità di anticiparlo o chiedere dei soldi indietro. Oggi, salvo modifiche, ci sono due possibilità ovvero:

  • Anticipazione durante il normale stato di attività lavorativa, chiedendo indietro una parte dei soldi accumulati. Questo senza chiudere il fondo ma continuando a lasciarlo attivo.
  • Anticipazione di tutti i soldi prima della pensione chiudendo il fondo, ovvero un riscatto.

Non si può chiedere sempre l’anticipazione oppure il riscatto, la legge ha previsto dei casi precisi in merito a modalità e ammontare – nonché tassazione.

L’anticipazione può essere richiesta per il pagamento di spese mediche in caso di gravi problemi di salute personali, del coniuge o dei propri figli. Si può avere sino al 75% di quanto è stato accumulato all’interno del fondo sino a quel momento. Nello stesso tempo si può chiedere anche per acquistare o ristrutturare casa, ma solo se il fondo è attivo da almeno otto anni.

Dopo otto anni di fondo è possibile chiedere un 30% per ogni tipo di necessità.

Riscatto del fondo pensione

Il discorso in merito al riscatto del fondo pensione è differente. Infatti questo viene richiesto in caso invalidità oppure disoccupazione con un tempo superiore a 48 mesi oppure morte (saranno gli eredi a dover chiedere il riscatto).

A queste condizioni si aggiunge anche il fatto che si possano perdere i requisiti per la partecipazione al fondo scelto. Nel momento in cui si aderisce al fondo di categoria oppure ad un fondo aperto siglando l’accordo con l’azienda, allora cambia anche il contratto collettivo che regola tutto quanto.

La novità che è entrata in vigore a partire dal 2018 permette di chiedere il riscatto in caso di perdita dei requisiti, anche per chi ha un fondo pensione aperto. Cosa vuol dire? Se il soggetto interessato cambia o perde il lavoro – ed è iscritto al fondo pensione – riscatta subito tutta la somma che è stata accumulata sino a quel momento.

RITA: che cosa comporta?

La rendita integrativa temporanea anticipata – RITA –  è un modo per aiutare il lavoratore. Se al soggetto interessato mancano dai 5 ai 10 anni alla pensione e  ha perso il lavoro, questi può chiedere al fondo pensione di erogare la somma come rendita. Un procedimento che viene attuato sino a quando la persona non entra in possesso della sua pensione obbligatoria.

Questa RITA non è per tutte le persone e ci sono dei requisiti da rispettare, come:

  • Maturazione di minimo 20 anni di contributi a regime obbligatorio
  • Maturazione maggiore di 5 anni di iscrizione alle forme pensionistiche
  • Inoccupazione per un periodo maggiore di due anni.

 

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