Forbes Italia: chi è Pasquale D’Avino, tra gli under 30 più influenti del 2021  

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Pasquale D'Avino e Gianpiero D'Alessandro

La nota rivista Forbes Italia ha stilato una classifica dei 100 under 30 più influenti del 2021. Selezionati per diverse categorie, dall’entertainment al marketing & advertising, queste giovani promesse sono un chiaro esempio di innovazione e idee che non conoscono restrizioni, neanche durante un’epidemia mondiale. Chi sono questi giovani talenti italiani? Ne abbiamo conosciuto uno in particolare: Pasquale D’Avino, premiato da Forbes Italia per la categoria Art & Style. È napoletano e ha fondato un luxury brand che celebra l’arte e la memoria nello streetwear.

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Forbes Italia: intervista a Pasquale D’Avino, under 30 napoletano

forbes italiaPasquale Vittorio D’AvinoPavi per gli amici – è nato a Bologna nel 1991. Per questioni mediche è cresciuto a Napoli, per l’esattezza a Cercola, nei paesi vesuviani. Studente di “Fashion Law” alla Luiss di Roma, è vincitore del Premio Italia Giovane ed è stato premiato al Parlamento italiano per aver co-fondato il progetto brand di moda di lusso Les bohemiens. Oggi è Founder & Ceo del luxury brand Throwback

Ciao Pasquale, cosa si prova a essere fra i 100 under 30 più influenti del 2021 per Forbes Italia?

È stata una piacevolissima sorpresa, pur essendo un riconoscimento che definisco formale. È una gran bella soddisfazione perché rappresenta il coronamento di più di 8 anni di intenso lavoro, fatti di rinunce, spese, aerei, treni e tante relazioni. Tessere relazioni, impostarle e svilupparle, in realtà è un lavoraccio, anche se può sembrare divertente. Non porta mai a risultati certi e, anche dopo anni, curare una relazione che poi faccia sbocciare un fiore non è assolutamente scontato. Credo di essere in questa lista di Forbes Italia principalmente, più che per il progetto Throwback, proprio per la cura e l’attenzione che ho prestato alle relazioni ad alto livello di qualsiasi settore, non solo nel campo della moda“.

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Inizi e prospettive future

Ci descrivi il tuo progetto?

forbes italiaThrowback è un’intuizione più che un’idea. Immerso nel mondo dell’imprenditoria e del fashion già nel 2014, è nato perché avevo ormai buona cognizione del mercato. Sapevo ciò che cercava la gente, essendo già project manager di uno noto showroom di Milano all’epoca. Capii che lanciare un progetto che avesse alla base uno storytelling forte sarebbe stato l’ideale. Difatti Throwback – che sta letteralmente per “tuffo nel passato – si basa completamente sul potere dello storytelling, della nostalgia e dei ricordi. Tra l’altro, ho avuto la fortuna di iniziare questo progetto con il massimo supporto di un carissimo amico, Gianpiero D’Alessandro, digital artist noto in tutto il mondo.

Throwback nasce con un piccolo investimento di 5000€, con il supporto di una decina di top store, che hanno dedicato uno spazio apposito al marchio. Nel giro di due mesi eravamo stati sbloccati sulla piattaforma di lusso Farfetch e da lì è stato un divenire. Oggi siamo quasi in 150 negozi in tutto il mondo, come la Rinascente a Milano, Luisa Via Roma a Firenze, Factory 54 a Tel Aviv o Selfridges nel centro di Oxford Street a Londra”.

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Ti aspettavi un simile riscontro?

Non posso dire che me lo aspettavo. Tutto è nato per gioco una notte, mentre guardavo Mamma ho perso l’aereo, per me il film più figo degli anni ’90. Riflettevo sul fatto che riuscisse ad accomunare tutte le generazioni di una famiglia. Ci teneva tutti incollati davanti allo schermo durante le feste natalizie, per la magia che riesce a trasmettere. Da lì ho avuto l’idea! Ho utilizzato l’immagine di Mamma ho perso l’aereo (con le dovute licenze), apponendo lo storytelling sul retro dei capi. Questo gioco natalizio si è poi trasformato in un progetto di vita“. 

Progetti futuri?

Per me Throwback è tutto un divenire. Fin dal primo giorno l’ho visto come un brand di lifestyle. Vogliamo evolvere il progetto nel mondo della musica e del food, fino ad abbracciare quanti più settori possibili”.

Consigli per i più giovani

Forbes ItaliaVuoi lasciare un messaggio di ispirazione per i giovani, visto anche il periodo difficile che stiamo affrontando?

Il mio consiglio è che per ottenere risultati bisogna avere una visione chiara del business. L’applicazione può cambiare, ma l’idea di fondo dev’essere quella solida che non cambia mai. Spesso riscontro una scarsa dedizione alla cultura del lavoro. Ad oggi molti ragazzi pensano che le cose siano più facili e veloci. C’è poca apertura al sacrificio e alla rinuncia. Inoltre, è fondamentale ricercare relazioni e coltivarle con cura. Poi, sicuramente, consiglio di non commettere il mio stesso errore, ovvero di partire soli. Bisogna trovare persone che possano supportare e sposare un progetto, anche se solo raccontandolo con entusiasmo, quindi mettere su un team e poi partire. Partire da soli causa molto stress e tantissime rinunce, soprattutto nella vita privata“.

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