Forlì operatori sanitari no vax: punte del 60% alla casa di riposo ‘Casa Mia’

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Forlì operatori sanitari no vax

A Forlì operatori sanitari no vax. Il rifiuto al vaccino degli operatori socio-sanitari espresso in massa alla casa di riposo ‘Casa Mia‘ di Forlì, non è il primo. 38 operatori dell’assistenza agli anziani sui 64 totali non vogliono il vaccino anticovid. Una più che grave situazione considerando il contatto con le persone fragili e tra le più colpite dal virus. Il sindaco Marco Baccini chiede l’obbligatorietà.

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Forlì operatori sanitari no vax: anziani a rischio

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Forlì operatori sanitari no vax

Secondo caso di operatori sanitari no vax in Italia. Dopo la residenza per anziani Camillo Spighi di Bagno di Romagna (. Il sindaco Marco Baccini ha chiesto l’obbligatorietà), altri operatori no vax a Forlì. Il 60% dei dipendenti della casa di riposo “Casa Mia” a Forlì dicono di no al vaccino. Il caso, raccontato al TG regionale dell’Emilia-Romagna di Raitre, è stato segnalato da uno dei familiari degli 82 ospiti della casa di riposo

Si tratta di ben 38 operatori sanitari su 64. Il direttore della casa di riposo Fabian Nikolaus si è detto “colpito dalla reazione del personale“. Ai microfoni del TG regionale dell’Emilia Romagna ha spiegato che la posizione di no vax dei suoi operatori non è data da un credo religioso. “Molti degli operatori che hanno scelto di vaccinarsi sono membri della chiesa Avventista”. La situazione è attualmente tra le più gravi in Romagna, con rischi alti per gli anziani ospiti. Dai dati diffusi dall’Ausl, invece, il 100% degli anziani ospiti delle Cra in Romagna si sta vaccinando contro il Covid. 

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Forlì operatori sanitari no vax: la lettera del sindaco 

Forlì operatori sanitari no vaxIn merito al primo caso di operatori no vax, il primo a muoversi è stato il sindaco Marco Baccini. In prima battuta ha inviato una lettera di esortazione agli operatori che si rifiutavano di vaccinarsi. Ha spiegato loro di essere pronto a sospenderli o licenziarli perché inadatti a svolgere le loro mansioni.

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Il sindaco ha poi inviato una seconda lettera indirizzata ai vertici di governo. “Il nostro problema è di portata nazionale ed evidenzia un vuoto normativo. Ovvero che il vaccino è facoltativo e tutto ciò apre scenari in cui si corrono gravi rischi. Perché il vaccino non viene reso obbligatorio per legge? I pericoli sarebbero inimmaginabili se medici e infermieri decidessero di non vaccinarsi”.

La questione sembra comunque in procinto di rientrare. Lo stesso Fabian Nikolaus ha comunicato che molti operatori hanno cambiato idea. Entro oggi la percentuale degli operatori vaccinati nella struttura salirà all’80%.

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