Gennaro Cariulo, non è “fortuna” ma continua ricerca

Con “Da Gigione” abbiamo rivoluzionato l'idea di panino, adesso tocca alla pizza

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gennaro cariulo

Eccoci al terzo appuntamento di “AltriMenti” (leggi l’articolo: Dante Spiniello, dall’Irpinia a Sky), la rubrica dedicata ai giovani talenti pomiglianesi under 40, che ci raccontano come, con impegno, passione e studio, hanno realizzato i propri sogni. Ospite di oggi è Gennaro Cariulo, figlio, insieme a Raffaele e Alberto, di Luigi, detto “Gigione”, fondatore della macelleria “Da Gigione”, divenuta poi anche Braceria & Hamburgheria, oggi la Numero uno in Campania. Gennaro Cariulo, classe ’87, responsabile food & beverage dell’intera azienda, ci racconta del percorso che l’ha portato a essere uno dei personaggi di spicco nella gastronomia campana.

Ciao Gennaro, parlaci un po’ di te. Chi è Gennaro Cariulo?

gennaro cariuloCiao a tutti voi. Sono nato a Napoli nel marzo dell’87. Dopo la maturità scientifica ho intrapreso il percorso universitario, laureandomi in “Economia e Amministrazione delle Imprese finanziarie e in Finanza” all’Università di Napoli Federico II. Nonostante una delle mie passioni sia il Taekwondo, ho sempre sentito il forte legame con la macelleria di famiglia: fin da bambino mi occupavo delle varie mansioni all’interno dell’attività ed essendo un amante del buon cibo, durante le pause dallo studio lavoravo in trattorie e ristoranti. La svolta è arrivata nel giugno 2013, con la nascita del progetto “Macelleria & Hamburgheria Da Gigione”. Io e tutta la mia famiglia siamo stati i promotori di un movimento che in Campania, in poco tempo, ha raggiunto numeri altissimi. Abbiamo sfruttato il know-how acquisito in tre generazioni – tra mediatori di bestiame e macellai –  e lo abbiamo messo a disposizione di un prodotto mai fino in fondo nobilitato: il panino. Da noi tutto è curato nei minimi dettagli: dal servizio, alla carta dei vini, a quella delle birre, senza perdere di vista l’obiettivo principale: la qualità!.”

Sei “figlio d’arte”. La tua famiglia si è sempre occupata di mediazione di bestiame e tuo padre è il titolare di una macelleria. Com’è nata poi l’idea della “Macelleria & Hamburgheria Da Gigione”?

gennaro cariulo“Volevamo portare a Napoli un format, il panino di alta qualità, già in sviluppo nei paesi anglosassoni e a Milano. Siamo partiti da ciò che avevamo alla nostra portata: la carne, direttamente selezionata da nostro padre, le eccellenze gastronomiche, salumi e formaggi che avevamo al banco e i contorni fatti in casa di nostra madre. Collegando il concetto di “burger” in stile anglosassone, con quello di tipo italiano/tradizionale che si aggancia alla qualità, creando un mix nuovo e “pop”. Sei anni fa poi, in tempi non sospetti, abbiamo puntato sulla birra artigianale, senza compromessi. Sinceramente la genesi aveva un’altra mission: far conoscere la nostra carne attraverso il food per poi portare più pubblico al banco. Il panino però ci è scoppiato tra le mani ed è diventato il “core” della nostra azienda.”

Dal 2013 ad oggi, avete vinto molteplici premi culinari, siete la prima hamburgheria della Campania e ogni giorno la gente fa la fila per poter mangiare il vostro panino. Non è semplice essere i migliori, vista l’accanita concorrenza. A cosa credi sia dovuto il vostro successo?

gennaro cariulo“La risposta è nella domanda: non ci sentiamo i migliori! Solo rimanendo umili e avendo sempre “fame” e passione si riesce a crescere in un determinato settore, e quello del food oggi è molto concorrenziale. In un mestiere come il nostro, soprattutto nell’era dei social, non ci sono segreti. Ma c’è un dato oggettivo e incontrovertibile: la qualità, intesa in senso lato, che è da sempre il nostro punto di forza. Per esempio: è semplice comprare una buona materia prima imbustata, ma è difficile trovare un piccolo produttore e fidelizzarlo. Oppure andare in giro per stalle svegliandosi la notte in cerca di ottima carne. Potrei andare avanti all’infinito…”

La vostra è una ricetta studiata in ogni minimo dettaglio e basata solo sulla qualità dei vostri prodotti, molti dei quali a Km Zero e Slow Food. Ma c’è di più?

“Il panino è cucinato. Si parte dalla grande materia prima, ma abbiamo anche una squadra di professionisti in cucina che traduce le nostre idee in concetti fatti di abbinamenti e di equilibri. I nostri sono dei veri e propri ristoranti e la nostra strada sarà sempre più orientata in questa direzione.”

Credi che in un’altra città, diversa da Pomigliano d’Arco, sareste riusciti a raggiungere lo stesso successo?

“Quando abbiamo iniziato, la città di Pomigliano d’Arco era conosciuta solo per il distretto industriale Fiat e Alenia. Adesso quando si parla di Pomigliano si parla anche di “Gigione” e questo ci onora. Siamo legatissimi al nostro paese e pensiamo che abbia favorito molto il nostro sviluppo anche in termini di struttura e di posizione. Un’altra città o un altro posto? Sei fai bene il tuo lavoro, non esistono posti giusti o non giusti. Esiste la qualità del piatto: quella sovrasta sempre tutto.”

Altri progetti all’orizzonte? Si vocifera stiate preparando un nuovo format su di un altro elemento molto importate per voi, il “pane”. Confermi? Ce ne vuoi parlare in anteprima?

gennaro cariulo“Sì. Sono tra i co-fondatori di un nuovo progetto che prenderà vita a breve: “Alveolo – Pizza Crunch”. Porteremo la pizza in teglia romana in Campania. Crediamo che manchi una “pizzetteria-no pizzeria” dove poter mangiare un trancio di pizza di qualità in modo informale e veloce. Abbiamo progettato questo format insieme al nostro maestro panettiere, Federico De Maria, e lo porteremo avanti unendo i nostri know-how. Insomma, una scommessa!”

A un giovane, nostro concittadino, (ma più in generale a tutti i giovani) che abbia il sogno di aprire un’attività incentrata sul food, quale sarebbe il consiglio che ti sentiresti di dare?

“Le cose belle non nascono dall’improvvisazione. Bisogna studiare tanto prima di aprire un ristorante o un locale food, affidarsi a professionisti seri e formati, capire se si vuole essere imprenditore o ristoratore (c’è una grande differenza) e sentirsi dentro quella vocina che dice “Stai facendo la cosa giusta”. Una sorta di Karma. Intuizione.”

“Le cose belle non nascono dall’improvvisazione. Bisogna prima di tutto studiare e poi sentirsi dentro quella vocina che dice “Stai facendo la cosa giusta”!”

 

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