Gennaro Maresca oltre Gomorra: una vita per l’arte tra tenacia e sensibilità

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Gennaro Maresca

Classe 1983, originario di Castellammare di Stabia, l’attore Gennaro Maresca è noto grande pubblico per aver interpretato il magistrato Walter Ruggeri in Gomorra – La serie. La sua vita si divide tra cinema e teatro ed è ricca di entusiasmanti esperienze che lo vedono protagonista tra palco e set come attore, regista e direttore artistico. Oltre a essere un eccellente professionista e un artista dotato di grande sensibilità, Gennaro Maresca è un ragazzo pieno risorse, di grande spessore culturale e umano, dallo sguardo buono e i modi sempre gentili. E noi di Informa Press siamo riusciti a intervistarlo.

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Gennaro Maresca: i lavori più recenti

Gennaro MarescaSalve Gennaro e grazie per aver scelto di raccontarti ai nostri lettori. Nonostante l’attuale situazione, sei comunque impegnato sia al cinema che a teatro. Ci puoi parlare dei tuoi ultimi progetti?

Salve a tutti e grazie a voi per l’attenzione. Il lockdown causato dal Coronavirus ha messo alle strette tutta la categoria dei lavoratori dello spettacolo. Tuttavia, ci siamo dati da fare per dimostrare al pubblico e al settore stesso di esistere e resistere ancora. L’ultimo progetto teatrale che ho curato, in qualità di regista e di direttore artistico di B.E.A.T. Teatro, ha visto per ben tre volte la cancellazione del suo debutto a causa della pandemia. Sto parlando dello spettacolo “La vacca” di Elvira Buonocore, che ha vinto il premio Dante Cappelletti nel 2019. Il 12 dicembre 2020 è stata pubblicata sui social un’anteprima dello spettacolo. Abbiamo avuto ottimi riscontri e aspettiamo che i tempi migliorino per debuttare dal vivo al Piccolo Bellini di Napoli.

In qualità di attore, ho avuto la fortuna di lavorare al progetto teatrale “La giostra del Moro” di Mario Gelardi, con la regia di Carlo Geltrude. Debutterà in streaming per la sezione “Quartieri di vita” del Napoli Teatro Festival. Per quanto riguarda il cinema, sto girando la quinta e ultima stagione di Gomorra, con la regia di Marco D’Amore e Claudio Cupellini. E, infine, il 25 gennaio è andato in onda su Rai Uno, in prima serata, “Il commissario Ricciardi, la serie tv tratta dai successi di Maurizio de Giovanni, con la regia di Alessandro D’Alatri. E io sono tra i protagonisti del primo episodio.

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Gennaro Maresca alias Walter Ruggeri: il volto della giustizia in Gomorra

Gennaro MarescaUno dei tuoi personaggi di maggior successo è Walter Ruggeri, il magistrato di Gomorra. Che cosa significa interpretare un ruolo del genere?

Ho vissuto questa esperienza con un grande senso di fierezza e con un forte senso di responsabilità, positivo e propositivo. È un personaggio oscuro (perché nessuno si salva in Gomorra), ma allo stesso tempo molto deciso ad affermare la sua idea di giustizia. Nella quarta e nella quinta stagione, emerge questo senso di giustizia che Walter Ruggieri porta avanti senza scendere a compromessi. Usa un linguaggio e una prossemica vicini al mondo della Camorra, proprio per combatterla parlando allo stesso modo. I modelli a cui mi sono ispirato per interpretare questo magistrato in lotta contro la criminalità sono così grandi che è anche superfluo citarli. Ma è nostro dovere tenerli sempre a mente.

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Dagli inizi al successo

Gennaro MarescaCome ti sei avvicinato al mondo della recitazione?
Ricordo che ero un ragazzino estremamente timido e riservato, ma curioso e interessato a tutto ciò che era artistico. Quando avevo circa 14 anni, andava in scena a Castellammare la commedia “Via Toledo di Notte” di Italo Celoro, grande attore e grande maestro. I miei genitori, commercianti, nonostante la stanchezza dopo una faticosa giornata di lavoro, mi portarono a vederlo. Rimasi impressionato. Pochi giorni dopo, infatti, andai ad iscrivermi ad una scuola di canto. Poi ho deciso di iscrivermi al liceo artistico e anche a un corso di recitazione. Insomma, da quel momento dell’arte non ne ho più potuto fare a meno.

Non mi ha mai abbandonato questo mio desiderio, o meglio, questa mia necessità di recitare. Crescendo, l’ho coltivata e perfezionata studiando tanto, tra corsi, laboratori, una laurea in Filologia Moderna e un Master conseguito presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Fino ad approdare al Nuovo Teatro Sanità che mi ha spalancato le porte dandomi ulteriori preziose opportunità. Tutto ciò, però, è accaduto soprattutto grazie ai miei genitori. Nonostante la loro totale estraneità a questo mondo, mi hanno sempre supportato incondizionatamente.

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Gennaro Maresca: la vita fuori dalle scene

Gennaro MarescaChi è Gennaro Maresca, fuori dal palco e dal set?

Sono un ragazzo che, con umiltà e determinazione, ha sempre creduto nelle proprie capacità e non ha mai mollato nel cercarsi delle possibilità. Ho una bellissima famiglia, una splendida compagna, moltissimi amici e meravigliosi colleghi. Posso dire di essere una persona felice e serena. Senza peccare di presunzione, credo di essere anche un buon amico, una persona che accoglie. Forse, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo, dovremmo accoglierci tutti un po’ di più.

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Un consiglio per i giovani

Gennaro MarescaCosa consiglieresti agli aspiranti giovani artisti, soprattutto nel nostro territorio?

Le nuove generazioni hanno più possibilità di quelle che ho avuto io quando ho cominciato. E di questo ne sono felice. Napoli oggi è più fervente dal punto di vista artistico, ricca di produzioni e progettualità. Potrei sembrare banale o pesante, ma credo che l’unico modo per riuscire in questo campo sia studiare. Recitare non significa imparare una parte a memoria, ma approfondire sé stessi. E per farlo si ha bisogno di un bagaglio culturale che ti permetta di ascoltare la voce dei maestri per poter esprimere al meglio la tua. Bisogna arricchire la propria anima, perché la cultura amplifica la sensibilità.

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