Giappone, acque radioattive rilasciate nell’Oceano Pacifico. Ma non è pericoloso?

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Giappone acque radioattive provenienti dalla centrale danneggiata di Fukushima sono state rilasciate nell’Oceano negli scorsi giorni. I livelli di radioattività delle acque non sono preoccupanti. La Cina, però, impone il divieto sui frutti di mare giapponesi.

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Giappone acque radioattive rilasciate nell’Oceano

chernobyl sistemi di controlloNegli scorsi giorni il Giappone ha iniziato a rilasciare nell’Oceano Pacifico acqua radioattiva proveniente dalla centrale danneggiata di Fukushima. Ciò avviene 12 anni dopo la fusione nucleare scaturita dal terremoto seguito da uno tsunami che colpì e distrusse la centrale. Venne colpito il sistema di raffreddamento che causò il surriscaldamento dei nuclei dei reattori e la contaminazione dell’acqua all’interno dell’impianto. Da allora, la società Tepco ha continuato a pompare acqua per raffreddare le barre di combustibile dei reattori. Ciò significa che ogni giorno l’impianto produce acqua contaminata, che viene immagazzinata in oltre 1.000 serbatoi, sufficienti a riempire più di 500 piscine olimpioniche. Il Giappone sostiene di aver bisogno del terreno occupato dalle cisterne per costruire nuove strutture per lo smantellamento sicuro dell’impianto. Gli esperti hanno inoltre espresso preoccupazione per le conseguenze di un eventuale crollo delle cisterne in caso di calamità naturale.

Il Giappone sta rilasciando gradualmente le acque reflue nell’oceano, con il via libera dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Il primo rilascio è uno dei quattro previsti da qui alla fine di marzo 2024. L’intero processo richiederà almeno 30 anni.

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Giappone acque radioattive: il trizio

cecità coronavirusIl problema è causato da un elemento radioattivo dell’idrogeno chiamato trizio. Tale elemento non può essere rimosso dall’acqua contaminata perché non esiste la tecnologia per farlo. Il trizio si trova nelle acque di tutto il mondo. Molti scienziati sostengono che se i livelli di trizio sono bassi, l’impatto è minimo. I critici affermano che sono necessari ulteriori studi su come potrebbe influire sul fondo dell’oceano, sulla vita marina e sugli esseri umani. L’AIEA ha dichiarato che la concentrazione di trizio nell’acqua scaricata era molto inferiore al limite operativo di 1.500 becquerel per litro (Bg/L). Tale limite è sei volte inferiore a quello fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’acqua potabile, che è di 10.000 Bg/L.

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Giappone acque radioattive: l’impatto ambientale

vaccinazioniAlcuni scienziati sostengono che non possiamo prevedere l’impatto del rilascio dell’acqua. In merito si è espressa la professoressa americana Emily Hammond, esperta di diritto energetico e ambientale presso la George Washington University. La Hammond ha dichiarato: “Si può avere molta fiducia nel lavoro dell’AIEA. Pur riconoscendo che il rispetto degli standard non significa che le conseguenze ambientali o umane attribuite alla decisione siano zero”. Anche il biologo marino Robert Richmond, dell’Università delle Hawaii, è intervenuto alla BBC. Il biologo ha detto: “Abbiamo assistito a un’inadeguata valutazione dell’impatto radiologico ed ecologico. Questo ci rende molto preoccupati del fatto che il Giappone non solo non sia in grado di rilevare ciò che entra nell’acqua. Non c’è modo di far rientrare il genio nella bottiglia”. Nel frattempo, però, la Cina ha vietato i prodotti ittici giapponesi dopo il rilascio delle acque reflue. Si pensa che si tratti di una mossa politica, ma chissà.

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