Gara di solidarietà in Ucraina: trovano dei gioielli nel cappotto e li restituiscono

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gioielli cappotto

Gioielli nel cappotto. Ecco il ritrovamento che alcuni ucraini hanno fatto tra gli aiuti umanitari arrivati. Tra gli indumenti arrivati dall’Italia, infatti, alcuni cappotti erano “ripieni d’oro”. Ma gli ucraini hanno scelto di non tenerli.

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Gioielli cappotto: la “fortunata” scoperta.

gioielli cappottoÈ sera, fa freddo. Lei è arrivata in città senza più nessuno al suo fianco. È stata soccorsa e ha avuto indosso per giorni qualche indumento e una coperta. Poi torna a indossare un cappotto. Non ben messo, ma comunque fa il suo lavoro. È in piedi, sguardo perso verso l’alto. Forse guarda il vuoto. Infila la mano in tasca, ed è subito sorpresa. Trova una collana, un gioiello preziosissimo e di estremo valore. Lei, stupita, non si aspettava di trovarlo lì.

Sembra la scena di Titanic, quella in cui Rose fissa la statua della libertà e dà al funzionario il cognome di Jack al posto del suo. Invece è molto più attuale. Tra gli aiuti umanitari mandati dall’Italia in Ucraina è successo qualcosa di molto simile. In un cappotto, infatti, i volontari hanno trovato un vero e proprio patrimonio. Bracciali, ciondoli, catenine, gioielli incastonati, catenine. Tutto rigorosamente d’oro.

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Gioielli cappotto: la ricerca dei volontari

Volontariato, gioielli cappotto
Dalla Pagina ufficiale Facebook della Croce Rossa Italiana

Volontari e ucraini si sono si sono subito attivati. Per loro è giusto che i preziosi tornino al proprietario. Non solo per l’alto valore economico, ma anche e soprattutto per il valore affettivo. In molti dei gioielli, peraltro, c’erano dei nomi incisi.

È iniziata una caccia al proprietario. Tramite Facebook e altri social sono state divulgate le foto dei preziosi. Nell’appello, oltre alla foto dei preziosi, anche i recapiti dei volontari. In questa maniera, chiunque li riconoscesse come propri può provvedere a contattarli. Nessuno li vuole trattenere. Non è giusto. E soprattutto ritengono l’invio un errore.

I volontari stanno facendo di tutto per riconsegnarli. Il gruppo dell’Unione Speciale di Stato non ha dubbi: “Siamo giunti alla conclusione che questi oggetti di valore ci siano giunti per caso. Per chi li possedeva contano molto in quanto legati a eventi della vita di chi li ha avuti in dono”.

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Gioielli cappotto: l’associazione cristiana degli ucraini in Italia

Pastiera, gioielli cappottoInsomma: non vogliono tenerli o venderli per dare ulteriori aiuti. Anche l’associazione cristiana degli ucraini in Italia ha rilanciato sul tema. “Chi riconosce questi gioielli faccia sapere all’Ambasciata ucraina in Italia o a noi il modo per restituirli. Ringraziamo tutti per gli aiuti ma questi oggetti devono rientrare nelle mani del proprietario”.

Il presidente Horodetskyy approfitta della vicenda per lanciare un altro appello: “Passata la prima grande ondata di solidarietà chiediamo ai cittadini ucraini che vivono in Italia di continuare a darci una mano rivolgendosi alla basilica di Santa Sofia”.

Solo dalla basilica, infatti, sono partiti oltre sessanta tir. Tutti carichi di vestiti, medicinali e prodotti alimentari a lunga conservazione. “Questa catena di solidarietà che si è allentata deve tornare a essere più forte di prima”, continua il presidente.  “Le richieste di aiuto continuano ad arrivare, c’è sempre bisogno di dare una mano ai nostri connazionali in questo difficile momento” ha concluso.

Insomma, una vicenda di solidarietà che vede anche tanta correttezza.

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