Giovani e lavoro: come si colloca l’Italia nel contesto europeo?

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Un continente, l’Europa, con sempre meno giovani. Secondo l’Eurostat (l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea), le persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni, rappresentano il 17,4% della popolazione, pari a 87,9 milioni.
L’Italia, nel 2016, è stata maglia nera in Europa per nascite. Un dato che sicuramente risente dell’instabilità del mercato del lavoro.

Giovani in Italia: formazione scolastica e lavoro

giovaniPer quanto riguarda l’istruzione, in Europa la percentuale di giovani tra i 20 e i 24 anni che hanno completato le scuole superiori, e che quindi sono in possesso di diploma, rappresenta l’83%. In Italia la media si mantiene alta: tocca infatti l’81%. I giovani laureati di età compresa tra i 30 e i 34 anni rappresentano il 39,1%. Nel nostro paese i giovani laureati sono il 26%. Dato assai variabile considerando che nel nord Europa e a Cipro la stessa categoria sale al 50%. Per quanto riguarda l’occupazione giovanile, in Europa, le persone tra i 15 e i 24 anni che hanno un lavoro sono il 33,7%. I giovani occupati di età compresa tra i 25 e i 29 anni, invece, rappresentano il 73,2%. D’altra parte la percentuale di disoccupazione, stimata a maggio 2018, è del 15,1%.

 Ma come si colloca l’Italia in Europa per quanto riguarda il lavoro?giovani

In Italia il tasso di disoccupazione è pari al 31,9% nel complesso europeo, dove i disoccupati sono in totale 3,38 milioni. Nell’anno 2018, i dati ISTAT registrano, nel secondo trimestre, una leggera crescita dell’occupazione dei giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, sia a livello congiunturale che tendenziale. L’aumento dell’occupazione è più intenso tra le donne, nelle regioni del Centro e nel Mezzogiorno d’Italia.

Secondo i dati ISTAT quindi, il numero di disoccupati diminuisce. In discesa anche il numero degli inattivi, ovvero tutte quelle persone che non hanno né cercano un lavoro. L’incremento dell’occupazione si ha sia rispetto al trimetre precedente che rispetto all’anno 2017. Aumenta l’occupazione con gli ingressi sia dai disoccupati che dagli inattivi dei giovani tra i 25 ai 34 anni. Si tratta soprattutto di uomini, con un’alta istruzione e residenti nel nord Italia. La crescita della domande di lavoro, da parte delle imprese, aumenta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. L’aumento è del 2,5 % sulla base annua. L’incremento di questo dato è dovuto, soprattutto, alla diminuzione delle ore lavorative per dipendente.

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