La seconda giornata del Florence Korea Film Fest 2026, venerdì 20 marzo, ha avuto un protagonista assoluto: l’attore Gong Yoo.
L’attore coreano ha incontrato la stampa alle ore 11, regalando un momento molto atteso da media e fan. Durante la conferenza stampa, Gong Yoo ha mostrato il suo lato più autentico. Tra riflessioni personali e racconti di carriera, ha condiviso emozioni e nuovi obiettivi. Per lui si tratta della prima volta in Italia e a Firenze. “Firenze è un sogno che coltivavo da tempo”, ha dichiarato. L’attore ha espresso entusiasmo per questa esperienza, definendola speciale.
Non è mancato un riferimento al cinema italiano. Gong Yoo ha infatti rivelato il desiderio di lavorare con Luca Guadagnino.
KoreaME incontra Gong Yoo: il racconto dei suoi personaggi
Durante la conferenza stampa, anche KoreaME ha avuto l’opportunità di porre una domanda all’attore. La domanda ha riguardato il rapporto tra Gong Yoo e i suoi personaggi. In passato, l’attore aveva dichiarato che i fan si innamorano dei suoi ruoli più che della persona reale.
Domanda KoreaME:
Durante un’intervista televisiva americana ha detto che i fan si innamorano dei suoi personaggi. In 25 anni di carriera, quale le somiglia di più? Gong Yoo ha risposto con sincerità , offrendo uno sguardo intimo sul suo lavoro. “Di solito creo i personaggi adattandoli a me. Anche se sembrano simili, credo che quello più vicino a me sia stato in Coffee Prince.” L’attore ha spiegato che quel ruolo rispecchiava il suo carattere da giovane.
“All’epoca ero vivace e giocherellone. Probabilmente è stato il personaggio più simile a me, anche se oggi non sono più così.” Ha poi aggiunto un altro riferimento importante.
“Anche Kim Shin di Goblin somigliava un po’ a me nei miei trent’anni.”
Tra cinema internazionale e nuovi progetti
Nel corso dell’incontro, Gong Yoo ha condiviso anche le sue influenze artistiche.
Ha mostrato ai presenti una citazione salvata sul suo smartphone. La frase proviene dal film Chiamami con il tuo nome. “Ricordate questo momento con dolore, con tristezza, con gioia, perché è prezioso.” L’attore ha spiegato quanto questa scena lo abbia colpito profondamente. Ha inoltre citato registi come Paul Thomas Anderson e Yorgos Lanthimos tra quelli che lo ispirano. Guardando al futuro, Gong Yoo ha parlato del suo prossimo progetto, la serie Tantara. Ha anche riflettuto sul cambiamento del cinema nel passaggio dall’analogico al digitale. “Oggi il cinema è un linguaggio universale”, ha concluso.
Per lui, la prioritĂ resta sempre raccontare storie capaci di emozionare.
Non solo Gong Yoo: i film della seconda giornata
La seconda giornata del festival ha offerto un programma ricco e variegato.
Il cinema coreano contemporaneo è stato raccontato attraverso generi e stili diversi. Tra i titoli in evidenza, Yadang: The Snitch, protagonista della serata. Il film esplora il mondo del traffico di droga e la figura degli informatori infiltrati. Nel pomeriggio è stato presentato Hallan di Ha Myung Mi. Il film affronta l’insurrezione di Jeju del 1948 attraverso una storia intima e drammatica. A seguire, Frosted Window di Kim Jong-kwan ha raccontato memoria e nostalgia. La giornata si è chiusa con The Fake di Yeon Sang-ho, dedicato al fanatismo religioso. Spazio anche ai cortometraggi con la sezione “Corto, Corti!”.
Un’occasione per scoprire nuovi talenti del cinema coreano.


































