Google lancia “Sodar”, la realtà aumentata per mantenere le distanze

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Il colosso Google, alla fine di maggio, ha lanciato “Sodar”. Si tratta di un’applicazione che aiuta a mantenere il distanziamento sociale tramite l’uso di una semplice fotocamera. È uno strumento utile che potrebbe aiutarci a contenere il contagio da Coronavirus attraverso la realtà aumentata. Basta collegarsi al browser Chrome o avere uno smartphone con sistema Android per poterne usufruire.

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L’impegno di Google per contrastare il contagio

GoogleDurante la fase di quarantena dei mesi scorsi, Google si è da subito mostrato operativo per aiutare le istituzioni. L’azienda statunitense ha esaminato varie opzioni per l’utilizzo del contact tracing, il sistema di tracciamento dei contatti. Questo apparato comporta l’utilizzo di applicazioni tramite l’attivazione del Bluetooth, che consente consumi minori rispetto al sistema GPS. Ne è un esempio Immuni, l’applicazione lanciata di recente in Italia.

Tuttavia, tanti sono stati i dibattiti relativi al download di app con sistema di geo localizzazione o di tracciamento. Google raccoglie e conserva dati sensibili? Se li conservasse, che uso ne farebbe? È in pericolo la nostra privacy? Insomma, sono molte le domande che ultimamente ci poniamo a riguardo. Ai tempi della pandemia, però, non è facile nemmeno per Google trovare una soluzione che possa calzare a pennello per ogni esigenza.

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Contact tracing e impatto sociale

GoogleIl contact tracing (sistema di tracciamento dei contatti) è un processo che si divide in vari step.

  • In un primo momento, identifica una cerchia di persone che potrebbe aver avuto contatti con un contagiato;
  • In seguito, raccoglie informazioni su questi individui, tra cui notizie inerenti a eventuali patologie pregresse;
  • Registra la vicinanza tra i dispositivi;
  • I dati memorizzati rimangono nei dispositivi e non vengono condivisi fino alla diagnosi di contagio.

Questo processo è lo stesso che viene applicato da Immuni, la piattaforma sviluppata da Bending Spoons, con la partnership del Centro Medico Santagostino.

Secondo un sondaggio realizzato dal Centro di ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica di Cremona:

  • Il 30% degli italiani non scaricherà Immuni sul proprio dispositivo;
  • Il 40% ne usufruirà (specialmente i più anziani);
  • Il 30% non ha ancora deciso da che parte stare.

Pare che siano i giovani a esserne meno attratti, convinti del fatto che un’applicazione del genere potrebbe “minacciare” la loro privacy.

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Con “Sodar”, Google sfrutta la fotocamera

GoogleSodar” è stato ideato tramite Experiments with Google, ovvero il tool di Google che utilizza WebXR. Si tratta di un’interfaccia che permette di programmare le applicazioni tramite JavaScript, in modo tale da far interagire i nostri dispositivi con la realtà.

Il procedimento per accedervi è molto semplice. Basta andare sul sito ufficiale dell’applicazione e scansionare con il proprio device il codice QR. Successivamente, grazie alla nostra fotocamera, avremo un’immagine di ciò che ci circonda e il WebXR traccerà la distanza tra noi e i nostri amici. Quindi, non esistono più scuse per evitare il distanziamento sociale.

Quest’interessante alternativa di Google non individua le persone positive ma fornisce un valido aiuto per prevenire il contagio.

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